Terra piatta, come è nata la teoria che sta diventando una moda

no dei primi sostenitori moderni della Terra piatta fu William Carpenter (1830-1896), che realizzò nel 1885 un opuscolo intitolato “One hundred proofs the Earth is not a Globe”. (Credits – Getty Images)

Nell’epoca dei social le teorie del complotto stanno evolvendosi, diventando sempre più “credibili” e raggiungendo sempre più persone. Le fake news non riguardano solo la stretta attualità, ma si estendono soprattutto alla scienza, con le teorie secolari che vengono messe in dubbio. Dai vaccini allo sbarco sulla luna, sono tanti i temi su cui cresce il numero di persone che mette in dubbio la veridicità delle notizie e ricerche che da decenni sono universalmente riconosciute.

E una delle teorie “antiscientifiche” più diffuse è quella del terrapiattismo, cioè la teoria che la terra non sia un globo, ma sia – appunto – piatta. Ma da dove nasce questa teoria e perché ha così grande successo in tutto il mondo? Uno dei primi sostenitori moderni della Terra piatta fu William Carpenter (1830-1896), che realizzò nel 1885 un opuscolo intitolato “One hundred proofs the Earth is not a Globe”, stampato e pubblicato in proprio. Una di queste prove, secondo Carpenter, era la testimonianza riferita dagli aeronauti secondo cui, nemmeno alle grandi altezze raggiunte con palloni aerostatici, era possibile vedere la curvatura terrestre. Peccato che, ovviamente, ai tempi gli aeronauti non raggiungevano altezze tali per vederla, a differenza di ciò che accade oggi con gli astronauti.

Prima di Carpenter, però, fu l’inventore inglese Samuel Birley Rowbotham nel 1849, con lo pseudonimo “Parallax” a pubblicare un opuscolo di 16 pagine intitolato “Zetetic Astronomy: Earth Not a Globe” (Astronomia Zetetica: la Terra non è un globo), dando origine all’uso dell’aggettivo “zetetica” usato per definire la sua visione dell’astronomia. Secondo il modello di Rowbotham, la Terra sarebbe un disco piano, con il Polo Nord al centro, e il Sud costituito dalla circonferenza del cerchio.

Il terrapiattismo, però, resta limitato a un numero relativamente piccolo di complottisti per decenni. Nel 1956 un membro della Royal Astronomical Society, Samuel Shenton, fondò la Flat Earth Society, che doveva raccogliere l’eredità della scomparsa Universal Zetetic Society. Alla morte di Shenton nel 1971 il texano Charles Kenneth Johnson, successore da lui stesso designato, diventò nuovo presidente della Società della quale fu energico promotore. Il 19 marzo 2001 Johnson morì, lasciando la “Flat Earth Society” al suo destino; all’epoca la società contava poche centinaia di iscritti. Insomma, fino a poco meno di vent’anni fa il terrapiattismo – di fatto – non esisteva. Ma poi?

A spiegarlo a La Repubblica è Alex Olshansky, della Texas Tech University. “Tutto è nato su YouTube attorno al 2014. Le interviste che abbiamo condotto, eccetto due, portavano alla stessa conclusione: questa teoria si è diffusa attraverso il servizio video di Google. Intendiamoci, non stiamo dicendo che è colpa di YouTube. I suoi algoritmi però mirano a conquistare l’attenzione delle persone e associano contenuti fra loro simili. Se una certa tipologia di spettatore li ha guardati, li propone poi a tutti gli altri che appartengono alla stessa categoria” spiega il ricercatore. E il risultato? Secondo un’indagine di Yougov del 2018, il 7% degli americani dubita della forma della Terra e il 2% è convinto che sia decisamente piatta. Dunque il 9%, 29 milioni di persone, non accetta più come un dato di fatto la legge di gravità, non è convinto che il nostro pianeta orbiti attorno al Sole né che siamo andati sulla Luna.

(Duccio Fumero)

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