Terremoto Albania: “Così abbiamo trovato la mamma con i tre figli”

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Il racconto di Nicola Ciannelli sul salvataggio della madre con i tre figli trovati sotto le macerie sopo il terremoto in Albania è straziante. Infatti, tra le 49 vittime accertate i soccorritori hanno trovato questa mamma abbracciata ai suoi due gemelli di due anni e alla terza figlia di 7 anni. La famiglia è stata trovata su un letto sotto le macerie di una villetta a Durazzo. Il vigile del fuoco (team leader della squadra USAR della Toscana) che li ha trovati ha confessato: “Speravamo di ritrovarli vivi. Non è andata così, erano lì proprio dove immaginavamo”.

Terremoto Albania: mamma e figli

Nicola Ciannelli è uno dei vigili del fuoco che si è occupato di soccorrere le vittime rimaste incastrate sotto le macerie dopo il terremoto in Albania. L’uomo di 52 anni è un team leader della squadra USAR dei pompieri della Toscana. Il suo racconto della situazione e dei soccorsi sul posto è davvero straziante. “Speravamo di ritrovarli vivi – ha detto -, lo si spera sempre e in qualunque situazione, non pensiamo mai che non possa essere così. Non è andata così, erano lì proprio dove immaginavamo”. Nicola si riferisce alla mamma con i suoi tre figli trovati abbracciati sul letto della loro villetta a Durazzo. “Nello stesso ambiente, nello stesso posto dove fino al momento della scossa sismica c’era un letto per tutti. C’erano la madre e i tre figlioletti“. La palazzina della famiglia Lala era situata nel quartiere Kenet, un territorio paludoso ma bonificato.

“È stato un momento oggettivamente difficile per tutti noi – ha proseguito Nicola Ciannelli -. Siamo genitori anche noi e quando ti ritrovi davanti dei bambini ci vuole una grande forza d’animo per andare avanti. È chiaro che speravamo fossero tutti vivi, la mamma e quei tre bambini”. Nonostante le loro speranze fossero state disattese dalla realtà della situazione, “il fatto di averli ritrovati ci ha comunque rasserenati, perché siamo comunque riusciti a restituire in qualche modo quelle persone ai loro familiari”.

Comunque, per l’intera squadra dei Vigili del Fuoco “il sostegno che riceviamo dagli italiani è motivo di orgoglio, è un onore e uno sprone per fare sempre meglio e mantenere elevati standard di ricerca”.

La situazione a Durazzo

Come ha raccontato Ciannelli, “lo scenario di Durazzo somigliava a quello di Ischia, dove siamo riusciti a tirare fuori vivo il ragazzo disperso, perché era un edificio isolato. C’era cemento armato, e questo sicuramente ha comportato maggiori difficoltà nel penetrare e cercare la famiglia Lala”. In quest’ultimo caso, però, a cedere sono stati i muri portanti.