Terremoto in Albania. Diciotto morti e centinaia di feriti

È salito a 18 il numero dei morti accertati nel violento sisma che questa mattina ha colpito l'Albania. Secondo il sito di notizie Balkan News, tra le vittime ci sono due bambini. Finora sono 41 le persone estratte vive dalle macerie, ha fatto sapere il premier Edi Rama. Sul campo sono stati dispiegati circa 1.900 agenti di polizia per assistere la popolazione colpita dal terremoto. La terra continua a tremare: una nuova scossa di magnitudo 4,8 della scala Richter e' stata registrata in mare a nord di Durazzo.

La scossa di magnitudo 6,4 è avvenuta poco prima delle quattro del mattino. Secondo il servizio geologico statunitense Usgs, l'epicentro è stato a circa 10 dieci chilometri da Shijak, tra Durazzo e la capitale Tirana, a dieci chilometri di profondità. Le immagini rimbalzate sui social media mostrano case distrutte e gente scesa in strada in preda al panico. Lo scorso 20 settembre una scossa magnitudo 5,6 aveva colpito la stessa zona danneggiando circa 500 edifici: era stato definito il più forte terremoto degli ultimi 30 anni in Albania.​

 Diverse persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie a Durazzo e Thumana. Le immagini di Syri tv mostrano soccorritori che scavano a mani nude tra le macerie. Un uomo di una cinquantina d'anni, in preda al panico per terremoto, si è buttato da un edificio nella città di Kurbin ed è morto.

"Il violento terremoto" in Albania "ha causato gravi conseguenze e sfortunatamente ci sono delle vittime", ha scritto Rama sui social, aggiungendo che "tutte le strutture statali sono al lavoro fin dai primi momenti successivi al sisma". "Si lavora intensamente per salvare ogni vita possibile in alcuni punti critici a Durazzo e Thumana", prosegue il premier, che invita la popolazione a "mantenere la calma e a sostenersi a vicenda". Rama ha annunciato alla stampa che si recherà immediatamente a Durazzo, la più colpita dal terremoto. 

Conte invia uomini e mezzi

"L'Italia è vicina all'amico popolo albanese, duramente colpito dal terremoto. All'alba ho sentito il Premier Edi Rama e ho subito disposto l'invio di uomini e mezzi di soccorso. Squadre di Vigili del Fuoco, personale della
Protezione civile e Croce Rossa, stanno partendo in queste ore", scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Twitter.

"Un centinaio di unità tra operatori e tecnici sono già partiti per l'Albania per dare sostegno e aiuto in una situazione così difficile" in seguito al terremoto, ha detto il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. 

Per il terremoto in Albania "abbiamo attivato l'unità di crisi della Farnesina, stiamo monitorando tutto, al momento non risultano italiani coinvolti", ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo ad Agorà su Rai Tre. 


Terremoto avvertito anche nel Sud Italia

Il terremoto è stato avvertito anche in Puglia, Campania e Basilicata. "La scossa di terremoto delle ore 3:54 è stata avvertita anche in provincia di Bari, Bat (Barletta-Andria-Trani), Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto", ha twittato il governatore pugliese Michele Emiliano.

Oltre 300 segnalazioni sono giunte solo alla sala operativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecce, la maggior parte delle quali dallo stesso capoluogo. Al momento non sono stati rilevati danni. Forte è stata, invece, l'apprensione dopo che, nelle case, hanno cominciato ad oscillare i lampadari e a vibrare vetri e mobili. Intorno alla 7 del mattino, sempre nel Salento, è stata avvertita una scossa più lieve. 

Paura anche in Basilicata. Matera, capitale europea della cultura, si è svegliata di soprassalto. Le case hanno ondulato per 30 interminabili secondi e il pensiero è corso al terremoto del 1980 e al 39esimo anniversario del 23 novembre scorso quando il sisma in Irpinia travolse anche la Basilicata.

"I letti sobbalzavano e le finestre si sono spalancate", le prime testimonianze corse in piena notte sui social. Tanti sono scesi in strada in preda al panico anche perché 30 minuti dopo ce n'è stata un'altra di uguale intensità. Paura nei piani alti della periferia della città e nella zona di via Levi, via Castello e via Annunziatella. 

Nel Salernitano e nel Napoletano diverse le chiamate al 115 e i post sui social network per chiedere informazioni. 

L'Ingv: "È l'inizio di una sequenza, aspettiamoci altre forti scosse

 Il terremoto di magnitudo 6.5 che questa mattina alle 3.54 ha colpito la costa settentrionale dell'Albania, vicino a Durazzo, "è stato l'inizio di una sequenza. È possibile che arrivino altre scosse piuttosto forti", afferma all'AGI il sismologo Alessandro Amato, responsabile del Centro allerta tsunami dell'Ingv.

"Nelle ore successive alla prima scossa ne sono arrivate altre due di magnitudo superiore a 5 - sottolinea Amato - e poi decine di intensità più lieve. D'altro canto il terremoto della notte scorsa in Albania come intensità è stato pari a quello di Norcia dell'ottobre 2016 che, come sappiamo, ha avuto decine di migliaia di repliche".

Per l'Ingv è stata una notte impegnativa: "Sette minuti dopo il sisma - informa Amato - il Centro tsunami ha diramato alla Protezione Civile un'allerta per rischio tsunami in Albania e Montenegro e in seconda battuta anche per l'Italia. L'allerta è stata cancellata questa mattina poco prima delle 7, quando i dati dei mareografi hanno indicato che il livello dei mari non destava preoccupazione".

Questa mattina si è verificato un secondo evento sismico, oltre a quello dell'Albania: una scossa di terremoto di magnitudo 5.4 e' stata registrata alle 10.19 in Bosnia-Erzegovina. "Si tratta di un terremoto 30 volte più piccolo di quello che ha colpito Durazzo - spiega il sismologo - e si eèverificato circa 200 km piu' a nord, in un'altra area di faglia".

Eventi che non sorprendono, i sismologi conoscono bene i processi di quell'area. "Tutto il sistema adriatico dalla parte dei Balcani è attraversato da sistemi di faglie compressive - evidenzia Amato - è in atto un fenomeno di raccorciamento della crosta dovuto ai movimenti della placca adriatica, e questo fenomeno interessa tutta la fascia costiera, a partire dalla Slovenia fino alla Grecia.

I numeri sono indicativi: negli ultimi 100 anni nell'area balcanica si sono verificati sette terremoti di magnitudo superiore a 6. Il più devastante, di magnitudo 6.9, colpì il Montenegro il 15 aprile 1979, e causò 101 morti e 1700 feriti.