Terremoto: cosa sta succedendo in Italia?

Lo sciame sismico in Emilia è in attenuazione. Continuano le scosse, ma la frequenza e il numero si sta riducendo con il passare dei giorni. Dalle centinaia di fine maggio siamo passati ad una decina, ma questo non fa diminuire la paura anche perché continuano ad essercene di chiaramente avvertibili dalla popolazione, già stremata e ancora lontana dall'aver imparato a "convivere con il terremoto". L'ultima di una certa rilevanza è stata registrata alle 3:48 del 12 giugno, localizzata tra le province di Mantova, Reggio Emilia e Modena e con una magnitudo 4.3.

La questione è comunque lontana dal considerarsi risolta anche se il fenomeno ha perso (per ovvie ragioni) le prime pagine dei giornali. Il rapporto della Commissione Grandi Rischi parla chiaro: per quanto sia impossibile prevedere con precisione luogo ed intensità dei terremoti è innegabile che il recentissimo sisma emiliano, il sesto dal 2002 sopra i 5.5 MW sulla scala Richter nel nostro paese, si inquadra in una più ampia riconfigurazione geologica.

Il macro-fenomeno è noto: la placca Adriatica (che comprende la costa e orientale del nostro paese e il mare da cui prende il nome) è l'estremo settentrionale di quella Africana che spingendo contro la placca Eurasiatica finisce per "infilarsi" al di sotto delle Alpi. Non si tratta di cambiamenti che possono essere misurati in termini di giorni, di mesi o persino di anni e il sisma in Emilia non è che una tappa insignificante di un processo che dura da milioni di anni.

Questo non toglie che vada affrontato, e non soltanto con le gare di solidarietà che seguono i fenomeni sismici (a cui fanno da contraltare i fenomeni di sciacallaggio), ma con una programmazione a lungo termine e l'applicazione di rigide norme anti sismiche in grado di far sopportare senza danni le scosse fino al 6 grado della scala Richter. In altri paesi, il Giappone, ma non solo, questo genere di fenomeni sismici sono all'ordine del giorno e raramente assumono dimensioni distruttive.

Anche in estremo oriente hanno i loro problemi (l'insufficiente protezione dagli Tsunami, ad esempio), ma le scosse entro il 5 grado vengono vissute dalla popolazione, consapevole che non vi è un reale pericolo per le strutture che li ospitano (case, scuole, ospedali) senza eccessivi patemi.

Se è vero, come spiegato da Giovanni Gregori, geofisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che l'Italia "sta ruotando in senso antiorario con la parte meridionale della crosta terrestre spinge verso la parte settentrionale e, trovando resistenza nei pressi dello Stretto di Messina che fa da perno, ruota e si conficca sotto le Alpi", la diligenza minima ci impone di iniziare rapidamente a prepararci. Quanto avvenuto (ed ancora in corso) a fine maggio in Emilia potrebbe essere nulla, basta guardare la mappa delle zone sismiche italiane. Sperando che le funeste previsioni di Alessandro Martelli, direttore del Centro Enea di Bologna, non si verifichino.

Yahoo! Notizie - Video-storia del terremoto

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