Terremoto, cosa succede adesso. Il parere dell'esperto

Le scosse di terremoto con epicentro in Emilia continueranno a imperversare senza sosta per almeno un mese. E il motivo è che gli Appennini stanno schiacciando la Pianura padana spostandosi verso Nord fino a congiungersi con le Alpi. A rivelarlo a Ilsussidiario.net è Claudio Eva, sismologo dell’Università di Genova e direttore del GNDT (Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti). Per l’esperto, “nella zona epicentrale è presente tutta una serie di fratture conosciute come le ‘Pieghe emiliane’, e in particolare la Dorsale ferrarese, che si estende in tutta la zona, da Ferrara al Mantovano.

L'esperto: attenzione ai campanelli d'allarme, sono previste nuove scosse
 
L’attività sismica dei giorni scorsi è totalmente concentrata lungo questa fascia e il terremoto di oggi non fa eccezione. Non si può quindi parlare dell’apertura di una nuova faglia, ma della riattivazione di una struttura che era precedentemente quiescente”. E aggiunge il professor Eva: “Le scosse di assestamento continueranno ancora per lungo tempo nell’area in cui hanno già colpito. Finora si sono già verificate tra 12 e 15 scosse. Io temo fortemente che per almeno un mese avremo attività sismica che imperverserà colpendo costantemente in quell’area. All’origine dei ripetuti terremoti c’è la dinamica del rapporto Appennini-Pianura Padana-Alpi. 

Il sismologo: gli Appennini stanno schiacciando la Pianura Padana

L’intero Appennino è in movimento, con spostamenti millimetrici, in quanto sta migrando verso Nord-Nord/Est. Questo fatto produce un campo formidabile di stress e deformazione nella zona di contatto tra Pianura Padana e Appennino, che richiedono anni o secoli prima di dare vita a una scossa violenta”. Come dichiara a Ilsussidiario.net Alessandro Amato, sismologo e dirigente di ricerca dell’Ingv, “quando si registra un sisma si verifica sempre la rottura di una faglia: si muovono due spezzoni di una faglia che nei secoli precedenti si erano caricati di energia.

Quando questa si rompe, trasmette le onde sismiche nel territorio circostante. E’ lo stesso meccanismo che si è prodotto nell’Appennino a Sud della Pianura Padana. Negli anni passati erano stati percepiti dei primi campanelli d’allarme, con scosse nel 1996 a Reggio Emilia, nel 2000 a Forlì e nel 2004 e 2007 sempre nella stessa zona”.
Mentre per Lisa Bellocchi del TGR Emilia-Romagna, contattata da Ilsussidiario.net, “i nostri inviati sul posto ci hanno riferito che il Duomo di Mirandola è crollato, mentre il castello Estense di Ferrara ha subito diverse lesioni. Ci sarebbero cinque vittime sotto le macerie di un’azienda del Modenese. La gente è spaventata, attonita. Mai e poi mai si sarebbero aspettati un nuovo evento sismico a distanza talmente ravvicinata”.

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