Terremoto, scossa di magnitudo 4.1 a Genova. La terra trema anche in Emilia Romagna

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Terremoto, scossa di magnitudo 4.1 a Genova. La terra trema anche in Emilia Romagna

La terra torna a tremare nel Centro Italia e non solo. Dopo le due forti scosse di terremoto avvertite nelle Marche, un nuovo sisma è stato registrato a Genova e nel Modenese.

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Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è stata avvertita a Genova e nel resto della Liguria. Secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma è stato registrato a 2 km a ovest di Bargagli, a una profondità di 10 km. Molti lavoratori hanno lasciato gli uffici e hanno cercato di mettersi al sicuro correndo in strada.

In via precauzionale dalle ore 15.50 è stata sospesa la circolazione sulla linea Genova-La Spezia, tra le stazioni di Genova Brignole e Santa Margherita e nella tratta Genova-Ronco Scrivia sulla linea Genova-Milano. Nelle stazioni si sono concentrati migliaia di passeggeri rimasti in attesa di ripartire. Trenitalia fa sapere che il servizio non riprenderà prima delle 20. Il provvedimento si è reso necessario per permettere ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana di verificare lo stato della linea.

Non si è fatto attendere il commento del sindaco di Torriglia, Maurizio Beltrami, che a La Presse ha raccontato: "Fino a questo momento non abbiamo avuto nessuna segnalazione di danni, abbiamo fatto anche un giro di ricognizione e non ne sono emersi. Si è sentito un colpo secco, forte, un rumore che in 54 anni non avevo mai sentito a Torriglia, dove qualche scossa in passato l'avevamo avuta soprattutto quando c'era stato il terremoto in Emilia". E' stato udito "un boato", poi "nelle case ha cominciato a tremare tutto, i mobili si muovevano, e nel giro di pochi istanti le persone sono scappate all'esterno".

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Terremoto in Emilia Romagna e nelle Marche

Due scosse di terremoto sono state registrate anche sull'Appennino tosco-emiliano a distanza di circa un minuto l'una dall'altra. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha rilevato una scossa di magnitudo 3.8 a 8 km da Pievepelago, in provincia di Modena, poco prima delle 17.50, a una profondità di 14 km. La seconda è stata di magnitudo 3.2 a 8 km da Fosciandora, in provincia di Lucca, a una profondità di 13 km, a poca distanza dalla prima. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, ma al momento nessuno avrebbe segnalato danni a cose o persone.

Solo poche ore prima una scossa di magnitudo 4.1 è stata registrata nei pressi di Ascoli Piceno, seguita da una seconda di magnitudo 3.6. Dopo il terremoto e l'alluvione che ha messo in ginocchio diverse zone, resta alta la paura nelle Marche.

Calo Doglioni, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, fa sapere che "ognuna delle scosse del 22 settembre è legata a una dinamica locale. Sono tutte strutture separate una dell'altra. La ragione per cui avvengono questi terremoti a grappolo è abbastanza ignota".

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Nella giornata di giovedì 22 settembre due scosse di terremoto sono state segnalate anche in Calabria e Sicilia. Prima a Paternò, in provincia di Catania, con magnitudo 3.6. Poi a Brancaleone, in provincia di Reggio Calabria, con una magnitudo di 3.2.