Terremoto: i segni premonitori secondo Fedora Quattrocchi

L'analisi a posteriori dei due fenomeni sismici che il 20 e il 29 maggio 2012 hanno scosso l'Emilia Romagna rivelano la presenza dei più classici "precursori sismici": acqua nera nei pozzi, aumento dell'emissione di metano, aumento della temperatura del suolo e poi i comportamenti bizzarri degli animali come la fuga delle tartarughe dai laghi, la moria di topi e di alcuni tipi di pesci.

Questi "segnali" sono stati riscontrati nelle indagini preliminari condotte dall'Ingv nelle zone più colpite. La sismologa Fedora Quattrocchi ha svelato i primi risultati in un'intervista a La Repubblica: effettivamente nei giorni precedenti i due eventi sismici il suolo aveva iniziato a rivelare che qualcosa stava per accadere. L'acqua nera, contaminata dalla torba che in profondità entra in contatto con la falda, la moria di topi e di persici e pesci-gatto così come la "fuga" delle tartarughe possono essere segnali difficilmente interpretabili, ma ci sono altri elementi che lasciano pensare alla possibilità di aumentare la capacità di prevedere i terremoti.

L'aumento di emissioni di metano a Medolla, uno dei paesi all'interno del cratere sismico, erano aumentate fino a 10 volte nei giorni precedenti al terremoto con conseguenze evidenti per le colture di mais che erano cresciute in altezza in maniera anormale per poi seccarsi rapidamente. Stesso discorso per la temperatura del suolo che aveva raggiunto i 50 gradi a pochi centimetri di profondità.

Per mancando dei modelli previsionali efficaci questo genere di segnali, la speranza è che con studi approfonditi e monitoraggi continui, potrebbero su base teorica portare i ricercatori a prevedere la possibilità che arrivi un terremoto. Possiamo dire che il sisma diventerà presto prevedibile? Al momento, questo è certo, non lo è, e persino in paesi continuamente scossi da terremoti come il Giappone nessuno è ancora riuscito a prevederli con certezza.

In molti richiamano l'esempio del terremoto di Haicheng, avvenuto in Cina nel 1975, per il quale le autorità predisposero un'evacuazione che mise in salvo 120 mila persone prima che arrivasse la scossa con magnitudo 7.3 MW sulla scala Richter proprio basandosi sull'insorgere di alcuni di questi "segnali".

Haicheng rappresenta un caso isolato ed inapplicabile in una moderna società complessa come la nostra: difficile stabilire l'evacuazione preventiva di zone tanto vaste sulla base di precursori che non sono in grado di fornire una stima esatta né della localizzazione del fenomeno né della sua intensità. Sarebbe più sensato lavorare sul versante della prevenzione: costruire edifici antisismici, mettere in sicurezza le abitazioni costruite decenni fa, realizzare una rete di infrastrutture chiave per portare i soccorsi in grado di resistere al terremoto.

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