Terremoto su progetto nuovo stadio, indagato anche Ferrara (M5S)

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Roma, 13 giu. (askanews) - "Chi ha sbagliato pagherà noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di leggere le carte". Così la sindaca di Roma Virginia Raggi, a margine di un incontro con la stampa estera, commenta il terremoto che stamattina ha visto i carabinieri dare esecuzione a una misura cautelare nei confronti di 9 persone, di cui 3 ai domiciliari e sei in carcere, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione nell'ambito del progetto per la costruzione del nuovo stadio della A. S. Roma a Tor di Valle. In tutto sarebbero 27 le persone indagate dalla procura di Roma nella inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo.

L'inchiesta potrebbe minare definitivamente il controverso progetto del nuovo stadio, anche se la sindaca Raggi ha precisato di volere prima attendere la conferenza della procura di Roma, affermando che "se è tutto regolare spero che il progetto dello Stadio possa andare avanti".

Coinvolti nell'inchiesta nomi eccellenti: ai domiciliari sono finiti il presidente di Acea, l'avvocato Luca Lanzalone, il vicepresidente del consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi) e l'ex assessore regionale all'Urbanistica Michele Civita (Pd). Agli arresti, invece, l'imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto del nuovo stadio. Indagato anche Paolo Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio.