Terrorismo, 10 arresti a L'Aquila: pure Imam moschea... -2-

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Roma, 7 set. (askanews) - Gli indagati, attraverso comportamenti ripetuti nel tempo, destinavano le illecite disponibilità finanziarie a varie finalità (acquisto immobili in Italia, creazione fondi neri e reinvestimento in attività d'impresa). L'ipotesi del finanziamento al terrorismo è emersa nel momento in cui sono state individuate considerevoli quantità di denaro, frutto di attività di raccolta anche all'interno delle moschee, quasi certamente destinate al finanziamento di attività dell'organizzazione radicale islamica "Al-Nusra".

E' questo uno degli snodi principali dell'inchiesta dei carabinieri del R.O.S. e dai finanzieri del G.I.C.O. di L'Aquila, che nel mese di marzo scorso - si ricorda in una nota - avevano già dato esecuzione a un decreto di perquisizione nei confronti di oltre 20 soggetti, tra l'Abruzzo, il Piemonte, la Lombardia e le Marche. Il successivo esame del materiale acquisito, che ha permesso di rinvenire copiosa documentazione contabile e materiale ideologico riconducibile ad attività connesse con il finanziamento al terrorismo, oltre a corroborare ulteriormente le ipotesi investigative, ha fatto emergere la sussistenza dei presupposti.

A quel punto c'è stata l'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella. Il denaro - si aggiunge - attrverso una serie di passaggi intermedi in Europa (Inghilterra, Germania e Belgio) arrivava in Turchia e Siria. Inoltre - si spiega - nel corso di tutta l'attività d'indagine sono stati documentati continui trasferimenti di denaro da parte degli indagati nei confronti di Imam che vivono in Italia, uno dei quali già condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale. (Segue)