Terrorismo, 10 arresti a L'Aquila: pure Imam moschea... -3-

Red/Nav

Roma, 7 set. (askanews) - Gli accertamenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L'Aquila, hanno portato oggi all'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 soggetti (8 di origine tunisina e 2 italiana) indagati per reati tributari e di autoriciclaggio, con finalità di terrorismo.

Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria, posta in essere per raccogliere ingenti disponibilità di denaro, in parte potenzialmente destinate al finanziamento del terrorismo.

In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a "prestanome" ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società.

La realizzazione del sistema fraudolento è stata possibile anche grazie al rilevante contributo di una commercialista torinese che ha artatamente predisposto la contabilità per "mascherare" gli illeciti tributari, tra i quali l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (molte delle quali "autoprodotte") per oltre 2 milioni di euro.

È in corso di esecuzione anche il provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti degli indagati, per un valore di oltre un milione di euro, tra cui anche due appartamenti situati sulla costa abruzzese, acquistati riciclando il denaro provento dei reati oggetto d'indagine.

Le attività di polizia giudiziaria eseguite oggi sono state svolte con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri e della Guardia di Finanza di Teramo, Ascoli Piceno, Torino e Lodi e con l'attività di coordinamento assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri e dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.