Terrorismo: Cafiero De Raho, 'non si può più dire sia distinto da mafia'

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Terrorismo: Cafiero De Raho, 'non si può più dire sia distinto da mafia'
Terrorismo: Cafiero De Raho, 'non si può più dire sia distinto da mafia'

Roma, 15 feb. (Adnkronos) – "Forse, fino a qualche anno fa si poteva dire che mafia e terrorismo erano due aree distinte; oggi, un’affermazione di questo tipo non è più consentita". Lo dice in un'intervista all'Istituto di studi politici economici e sociali dell'Eurispes, il procuratore anti-mafia e anti-terrorismo, Federico Cafiero De Raho ed aggiunge: "Riuscire ad avere un collegamento immediato con altri paesi in momenti di emergenza, ha avuto nel modello Antimafia un modello efficace".

"Nel 2015 – prosegue – è stato necessario ampliare l’azione della Direzione Nazionale al terrorismo per poter adottare il medesimo modello organizzativo che consentiva la circolazione delle informazioni tra le Procure distrettuali antiterrorismo. Al tempo stesso, il collegamento investigativo e il coordinamento investigativo. Si è voluta trasferire la metodologia del contrasto alle mafie usandola al meglio per il contrasto al terrorismo, nel momento di maggiore necessità, nel momento in cui l’Isis si muoveva con grande forza e presenza anche sul territorio europeo e nazionale, attraverso forme di comunicazione in Rete che creava aggregazione: c’era l’urgenza di operare con un sistema efficiente".

"Un passo in avanti importante, anche perché il sistema che vige nel circuito giudiziario antiterrorismo ha tratto, dal sistema che vige nel contrasto alle mafie, la condivisione delle informazioni. Gli uffici e le Procure distrettuali antiterrorismo, così come facevano già le Direzioni distrettuali antimafia, inseriscono in banca dati gli elementi delle indagini in corso. Questo consente di avere informazioni utili per contrastare il terrorismo sia nazionale sia internazionale. Quindi è stato applicato un modello, quello della condivisione di informazioni e delle conoscenze. Con la possibilità di intervenire con un collegamento investigativo tra i diversi uffici, questo modello consente di dare risposte immediate a livello internazionale. I dati raccolti – conclude – ci permettono di rispondere immediatamente alle richieste degli altri paesi, richieste su soggetti che magari erano transitati per l’Italia, approfondimenti su gruppi e attività in corso".