Terrorismo, ferì militare con forbici a Milano: pm chiede 14 anni

fcz
·1 minuto per la lettura

Milano, 4 nov. (askanews) - Quattordici anni e tre mesi di carcere: è la pena chiesta dalla Procura di Milano per Mahamad Fathe, lo yemenita di 23 anni che nel settembre 2019 aggredì un militare di pattuglia nell'area della Stazione Centrale di Milano colpendolo al collo con un paio di forbici. Secondo il pm Enrico Pavone, l'uomo è colpevole di tentato omicidio aggravato dalla finalità terroristica. Quando venne bloccato, urlò "Allah akbar", ossia la tipica frase pronunciata dagli autori di attentati di matrice islamica. "Il problema è il contesto in cui si dice", ha evidenziato il magistrato. Dalle indagini non sono emersi collegamenti diretti tra il 23enne e altri terroristi. "Ma come a Nizza e a Vienna - ha detto ancora il pm Pavone in un passaggio della sua requisitoria - ad agire sono lupi solitari che puntano a creare il panico e a terrorizzare la popolazione". Ed era questo l'obiettivo dello yemenita che, sempre secondo la ricostruzione del magistrato dell'antiterrorismo milanese, "voleva colpire lo Stato Italiano attraverso l'omicidio di un appartenente alle forze dell'ordine". Per il pm, è soprattutto la dinamica dell'aggressione a sciogliere ogni dubbio sulla reale finalità di quel gesto: "Era chiara la volontà di uccidere di Fathè che colpì il militare in una parte assolutamente vitale del corpo umano come il collo. Una piccola differenza di qualche millimetro avrebbe provocato il decesso". Il processo riprederà il 12 novembre prossimo con l'arringa della difesa. Già quel giorno potrebbe arrivare la sentenza.