Terrorismo: 'Guardie', presentato a Milano libro che ricorda le vittime in divisa

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Numeri, volti, storie di chi servendo in divisa il Paese ha perso la vita. Il libro 'Guardie', scritto da Ansoino Andreassi e Daniele Repetto, racconta l'Italia degli anni di piombo, dalla prima vittima uccisa a Milano fino all'attentato a Marco Biagi. Una scia di sangue che ha causato la morte di 450 persone e migliaia di feriti, oltre 100 le vittime che vestivano un'uniforme. Scritto con uno stile giornalistico, "racconta le persone che si sono distinte per il contributo professionale, che servendo le istituzioni hanno servito il Paese in una stagione particolarmente difficile", spiega in un collegamento video il capo della Polizia, Franco Gabrielli.   

Un libro rivolto agli studenti perché il "principale insegnamento che queste vittime del terrorismo ci consegnano è che nella vita di ognuno di noi arriva il momento in cui decidere da che parte stare e scegliere il campo giusto è scegliere il campo della legalità, quello dei diritti, delle libertà che a volte viene messo in discussione e in pericolo", aggiunge Gabrielli. Un pensiero condiviso dal prefetto Renato Saccone che evidenzia come "le vittime in divisa sono difensori della legalità democratica", colpite solo perché rappresentavano un simbolo, erano il volto dello Stato.   

Per il questore Sergio Bracco, "il livello di attenzione deve essere sempre molto alto per evitare follie di questo genere", il ritorno di anni "sconvolgenti" per l'Italia e sconfitti grazie al lavoro sinergico di forze dell'ordine e procure. Milano, come ricorda il primo cittadino Giuseppe Sala, "ha pagato un prezzo impressionante, la cifra della nostra città sta nel non girarsi mai dall'altra parte ma nell'affrontare le questioni". 

Nella sala di Palazzo Marino gremita da forze dell'ordine e da una classe di studenti, nelle prime file siedono anche alcuni parenti delle vittime tra cui la vedova Calabresi, la signora Gemma, e il figlio Mario, ma anche Maurizio Campagna, fratello dell'agente Andrea ucciso dai terroristi. A loro è rivolto il ringraziamento del procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili "perché sono rimasti sempre accanto a chi sapeva di essere in pericolo e anche ora sopporta la mancanza, il dolore, la perdita incolmabile".   

Il terrorismo battuto "con il codice alla mano", per il magistrato che guida il pool Antiterrorismo "si sconfigge - dice citando un passo del libro 'Guardie' - continuando a fare il proprio dovere". In questo senso servono "cultura e senso di responsabilità per evitare che tornino quegli anni così terribili".  

Il libro, come spiega l'autore Daniele Repetto, è una  ricostruzione degli anni di Piombo, "il racconto di omicidi di persone normali che avevano solo il difetto di indossare la divisa e difendere le istituzioni democratiche. In questo Paese si ricordano più i nomi degli assassini, come se fossero eroi popolari, invece è giusto spiegare chi sono le vittime e ricordarle come persone".