Terrorismo: legale D’Alfonso, 'avviate indagini su reperti in covo Br a Milano'

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Torino, 27 ott. (Adnkronos) – "Vi è massimo riserbo, data la delicatezza della vicenda, si attendono gli esiti, non facili data la distanza temporale dei fatti". Così, in una nota l'avvocato Sergio Favretto legale di Bruno D'Alfonso, figlio dell'appuntato dei carabinieri Giovanni, ucciso nel conflitto a fuoco insieme a Mara Cagol durante la liberazione di Vittorio Vallarino Gancia, che lo scorso novembre ha presentato un esposto alla procura di Torino.

"Dopo il nostro esposto la procura di Torino, con un team dedicato, ha riaperto il caso e sta svolgendo le indagini a tutto tondo, con grande impegno. Sono stati coinvolti i Ros di Roma e i Ris di Parma e il 4 ottobre, presso questi ultimi, sono stati avviati alcuni accertamenti e compiute operazioni su oggetti e documenti rinvenuti nel covo Br di via Maderno a Milano nel gennaio 1976" spiega l'avvocato. "In particolare – prosegue – con grande impegno tecnologico e scientifico, si è data attenzione ad una macchina da scrivere utilizzata probabilmente per redarre la relazione di molte pagine che il Br fuggito dalla Spiotta (cascina nei pressi della quale avvenne lo scontro a fuoco, ndr) avrebbe consegnato ai vertici delle Br e al contenuto e stesura della memoria, rinvenuta nel covo".

Nelle indagini, "pare che siano stati già effettuati interrogatori e riscontri in merito agli atti di indagine del 1975 e nei confronti di alcuni brigatisti. Di grande utilità sarà certamente il libro di Simona Folegnani e Berardo Lupacchini, 'Brigate Rosse. L’invisibile' edito nel 2021 da Falsopiano, che ricostruisce nel dettaglio lo scontro avvenuto il 5 giugno 1975 alla cascina Spiotta fra brigatisti e carabinieri, frutto di nuove ricerche".