Terrorismo, Polizia Postale: nel 2019 monitorati 32.170 spazi web -3-

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Roma, 4 gen. (askanews) - Sempre nell'ambito della lotta al terrorismo di matrice jihadista, la Polizia Postale segnala anche le attività d'indagine svolta dal personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni "Emilia Romagna" di Bologna, all'esito delle quali la Procura della Repubblica di Bologna ha emesso un decreto di perquisizione locale, personale e informatica nei confronti di un cittadino tunisino di 24 anni. Le indagini, scaturite dall'attività di operatori sotto copertura della Specialità in materia di contrasto al cyber terrorismo, hanno condotto all'individuazione di un account Whatsapp, riconducibile all'indagato, inserito all'interno di gruppi di esplicito sostegno alle ideologie dello Stato Islamico. In relazione a tali fatti, la Procura della Repubblica di Bologna ha iscritto a carico del cittadino tunisino le ipotesi di reato di apologia di reato in ordine ai delitti di "Terrorismo e crimini contro l'umanità" commessi a mezzo di strumenti telematici. Ed ancora, all'esito della perquisizione sono stati rinvenuti oltre ad alcuni smartphone, uno dei quali conteneva l'utenza telefonica associata all'account WhatsApp ed ai diversi canali Telegram utilizzati per la diffusione della propaganda jihadista, anche apparati informatici nei quali era presente materiale multimediale avente il medesimo tenore, nonché alcuni manoscritti in lingua araba inneggianti lo Stato Islamico.