Terroristi arrestati in Francia, figlio di Lando Conti: "Aspettavamo notizia da 20 anni"

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"La Francia ha fatto il suo passo, altrettanto ora dovrebbe fare l'Italia dando la possibilità di pubblicare quei faldoni d'inchiesta, che si dice non sono più sotto segreto di Stato ma di fatto lo sono. Cominciamo ad aprirli, a darli in mano ai giornalisti, a pubblicarli, allora sì che si capiranno tante cose della nostra storia, delle stragi, dell'uccisione di mio padre. Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità". Così Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze Lando, assassinato da un commando delle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986, commenta all'Adnkronos l'arresto di 7 ex terroristi rossi in Francia ai fini dell'estradizione in Italia. "Un risultato importante, aspettavamo questa notizia da vent'anni, se si pensa per esempio a Giorgio Pietrostefani", fuggito in Francia nel 2000.

"Per quanto riguarda mio padre non si è stati capaci di darci il nome dell'esecutore materiale - afferma Conti con rammarico -. La stessa Procura diceva che il commando Br che l'ha ucciso era composto da 13 persone. Ne sono stati condannati 5, mi continuo a domandare: e gli altri dove sono? In 35 anni è possibile che non si è stati capaci di prendere gli altri 8? La Procura di Firenze ha archiviato tutto, la verità e che non gliene frega niente. Basterebbe solo che vi fosse volontà politica. Alla mia famiglia non è stata resa giustizia. Non c'è alcun obbligo, se non quello morale, ma in un lungo lasso di tempo la Procura non ci ha mai chiamati per avere degli aggiornamenti d'indagine".