Terroristi italiani in Francia, udienze a Parigi rinviate tra fine marzo e fine aprile

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Le udienze degli 9 ex terroristi italiani che erano stati arrestati in Francia ad aprile 2021 e che oggi si sono presentati alla Corte di Appello di Parigi sono state rinviate tra fine marzo e fine aprile. Il rinvio delle udienze è stato concesso per permettere l'esame del complemento di informazioni sulle domande di estradizioni degli ex terroristi italiani fornito dall'Italia. Documenti che secondo i legali della Difesa sarebbero ancora incompleti.

Nel corso delle udienze di oggi, alle quali ha partecipato anche la magistrata di collegamento italiana a Parigi, Roberta Collidà, sono state fissate le date delle prossime udienze. L'udienza per l’ex brigatista Enzo Calvitti è stata fissata per il 23 marzo prossimo, lo stesso giorno in cui era stata fissata alcuni giorni fa l'udienza di Giorgio Pietrostefani, l'ex militante di Lotta Continua. Per l'ex Br Giovanni Alimonti e per l'ex membro dell'organizzazione dei Nuclei armati contropotere territoriale Narciso Manenti la nuova udienza è stata fissata al 30 marzo; per le ex Br Roberta Cappelli e Marina Petrella la nuova udienza è prevista per il 6 aprile. L'udienza dell'ex militante di Autonomia Operaia, Raffaele Ventura è stata fissata per il 13 aprile mentre per il 20 aprile sono state fissate le udienze dell'ex militante dei Proletari armati Luigi Bergamin e dell'ex Br Maurizio Di Marzio.

Per Di Marzio, che era fuggito all'operazione 'Ombre rosse' alla fine di aprile e che è stato arrestato a Parigi a luglio, si è ancora in attesa del complemento di informazioni che era stato richiesto a novembre. Il mandato di arresto europeo nei confronti dell’ex militante delle Brigate Rosse è stato rigettato ma resta ancora in piedi la procedura di estradizione. Per quanto riguarda l'ex militante dei Proletari armati Luca Bergamin si attende la decisione della Corte di Cassazione prevista a febbraio per capire se è scattata la prescrizione. "Abbiamo difficoltà a capire come sia possibile che per dei casi che dovrebbero essere stati preparati da molto tempo non riusciamo ad avere tutti i documenti richiesti", spiega all'Adnkronos Irene Terrel, l'avvocata francese di sette dei dieci ex terroristi fermati in Francia.

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