Terza dose, in Lombardia tagliati fuori migliaia di fuorisede: prenotazioni bloccate per una falla nel sistema

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lombardia il paradosso della terza dose fuorisede nel limbo delle prenotazioni
lombardia il paradosso della terza dose fuorisede nel limbo delle prenotazioni

Prenotare online l’appuntamento per la somministrazione del vaccino anti covid in Lombardia è sempre stato semplice, veloce ed efficiente. Almeno, così è stato per tutti quelli hanno dimostrato sufficiente dimestichezza con la tecnologia e che al contempo si sono muniti del numero identificativo della propria tessera sanitaria e del codice fiscale.

Niente di più intuitivo: inserire i propri dati e aspettare che il sistema confermi che data, ora e luogo scelti dall’utente siano idonei per l’inoculazione del vaccino contro il coronavirus. Procedure, quelle precedentemente indicate, che sono state efficaci anche per i fuorisede: la prenotazione di prima e seconda dose per chi non era in possesso di una tessera sanitaria rilasciata dalla Regione Lombardia, infatti, è comunque andata a buon fine.

Peccato che, a ridosso del picco di contagi provocato dalla variante Omicron e in vista della nuova scadenza del green pass, il sistema che gestisce le prenotazioni per la terza dose di vaccino non permette di fissare alcun appuntamento per chiunque sia in possesso di una tessera sanitaria ancora valida ed emessa da una regione differente dalla Lombardia. Neanche telefonando al numero verde indicato alla voce “altre modalità di prenotazione” e parlando con un operatore si riesce a sbloccare l’appuntamento per la terza dose.

Terza dose: prenotazione impossibile per i fuorisede

“Il sistema non riconosce più le tessere sanitarie delle altre regioni, neanche su segnalazione” questa la frase che alcuni degli operatori del call center per le informazioni sul coronavirus in Lombardia ripetono a chi chiama per potersi assicurare uno slot valido per l’inoculazione della terza dose in Lombardia.

In questo limbo, popolato dai “fantasmi” che il sistema di prenotazione di Regione Lombardia non riconosce più, non ci sono solo tutti quelli che hanno una residenza diversa da quella del loro domicilio (in territorio lombardo): nel gruppo dei “tagliati fuori” infatti, rientrano anche tutti coloro che sono residenti in Lombardia ma che non hanno ancora ricevuto la nuova tessera sanitaria e conservano così quella della vecchia regione di residenza ancora in corso di validità (anche se con quella stessa tessera hanno ricevuto le prime due vaccinazioni proprio in Lombardia).

Dal numero verde fanno sapere che “non hanno idea del perché si sia formata questa falla nel sistema”: più di un operatore. dopo la segnalazione del paradosso della piattaforma, ha invitato i cittadini che riscontravano il problema di prenotazione sopra elencato a effettuarne una attraverso il sistema per cittadini stranieri, eludendo così il bug operativo ma non assicurando alcuna garanzia per la corretta prenotazione dell’appuntamento.

Così, nel bailamme di un sistema incapace di processare le nuove richieste, in migliaia non riescono a prenotare la terza dose.

La campagna vaccinale per i non residenti nelle altre regioni

Ma come funziona nelle altre regioni? Tra le più virtuose troviamo il Piemonte. Nel territorio amministrato da Alberto Cirio è stata estesa la possibilità di vaccinazione a tutti i soggetti che non hanno un domicilio sanitario. Dalla regione fanno sapere che “I cittadini che non hanno un domicilio sanitario nel territorio piemontese possono comunque ricevere la vaccinazione effettuando la procedura di preadesione. Manifestando l’interesse alla vaccinazione riceveranno un SMS con i dettagli della convocazione”.

Come in Piemonte anche in Veneto la campagna vaccinale per la terza dose è aperta anche ai non residenti: nel dettaglio, l’adesione deve avvenire sempre tramite il portale messo a disposizione dalle ULSS. È necessario dichiarare di essere non residenti e munirsi, in seduta vaccinale della terza dose, di certificato attestante la somministrazione della prima e della seconda.

In Sardegna poi, il sito web ufficiale della campagna vaccinale anti Covid-19 ricorda che possono essere vaccinati tutti i soggetti che ne hanno diritto, anche non residenti, purchè “domiciliati per un qualunque giustificato motivo che richieda una presenza continuativa nella regione”.

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