Terzo mandato per Lula, eletto dopo un ballottaggio all'ultimo voto: "Il Brasile è tornato"

Luiz Inácio Lula da Silva, per tutti semplicemente Lula, è il 39° presidente del Brasile.

Nel ballottaggio di domenica ha vinto di strettissima misura (50,9% contro 49,1%), nei confronti del presidente uscente Jair Bolsonaro.

Per il leader del Partito dei Lavoratori, 76 anni, è il terzo mandato presidenziale (primo presidente ad essere eletto tre volte), dopo aver guidato il Brasile già dal 2003 al 2011.

Dalla piazza di Avenida Paulista, nella sua città-roccaforte, San Paolo, acclamato dalla folla, ecco le prime parole da presidente di Lula.

"Oggi diciamo al mondo che il Brasile è tornato e che il Brasile è troppo grande e importante per essere relegato al triste ruolo di paria del mondo.
Hanno cercato di seppellirmi vivo, ma sono risorto. Oggi l'unico vincitore è il popolo brasiliano. Sarò il presidente di tutti: riuniamo la famiglia!"

E sul clima, Lula ha dichiarato: "Il Pianeta ha bisogno di una Foresta Amazzonica viva!"

Un ritorno straordinario

Per Lula si tratta di uno straordinario ritorno al timone del più grande Paese dell'America Latina: nel 2018, la condanna per corruzione (poi annullata) - che gli costò 580 giorni di carcere -, gli impedì di partecipare alle elezioni presidenziali, poi vinte da Bolsonaro.

Entusiasti i sostenitori di Lula.
Una ragazza, Ana Paula, commenta:
"Voglio lavoro, voglio cibo per tutti e so che solo Lula può farlo".

Uno studente di 25 anni, Rafael, va oltre:
"Per le persone trans come me questo significa molto, è una vittoria incredibile! Penso che Lula rappresenti tutte le persone di colore, le persone trans e le persone LGBTQIA+".

Reazioni internazionali

Congratulazioni sono giunte da parte dell'Unione europea, nella persona di Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri, il quale auspica un proficuo lavoro congiunto per gli anni a venire.

"Il Brasile ha deciso di scommettere sul progresso e la speranza", twitta invece il capo del governo spagnolo, Pedro Sanchez.

Di unione parla anche il presidente transalpino Macron, che intravede "un nuovo capitolo della storia del Brasile".

Dagli USA, dove Lula ha promesso di recarsi nei prossimi 2 mesi prima di prestare giuramento il 1 gennaio prossimo, anche Joe Biden auspica futura cooperazione, rimarcando le "elezioni libere, giuste e credibili".

Delusione e orgoglio per Bolsonaro

Delusione, viceversa, per i sostenitori di Bolsonaro: tuttavia, l'ex presidente - che potrebbe persino richiedere un riconteggio dei voti - ha ottenuto un risultato ben al di là delle aspettative degli ultimi mesi, che gli permetterà di essere ancora un influente ago della bilancia di un Brasile profondamente diviso.

Di fatto, il presidente uscente non l'ha presa benissimo: pare che, una volta effettuato lo spoglio, sia stato contattato invano da alcuni "fedelissimi" ma sia andato a letto subito dopo aver appreso dei risultati.

"Oggi, con grande tristezza - dice un suo sostenitore - dichiaro che il nostro presidente non ha vinto le elezioni ma ha conquistato il cuore di molti brasiliani.

Saremo con lui la prossima volta, spero che Lula gestirà un governo pulito, cosa che non è accaduta l'ultima volta, spero che onorerà il voto ricevuto, che non era il mio".