Tesla con auto-pilota in fiamme, l'incidente mortale in Svizzera suscita polemiche

La Tesla in fiamme

Dopo gli ultimi incidenti mortali avvenuti negli Stati Uniti, c’è stato un nuovo grave incidente stradale che ha coinvolto una Tesla dotata del sistema “Autopilot”. Giovedì scorso, sull’autostrada svizzera A2 all’altezza di Bellinzona, un 48enne tedesco proveniente dalla regione del Baden-Württemberg è morto tra le fiamme, dopo aver perso il controllo della sua Tesla.

La notizia è che l’incidente arriva dopo altri guai che hanno interessato il costruttore di auto elettriche (il cui presidente è Elon Musk) e che è stata aperta un’inchiesta cantonale sulle cause dell’incendio.

Dalla dinamica pare che l’uomo abbia perso da solo il controllo del mezzo, appena dopo la galleria del Ceneri, sbattendo prima contro il guardrail e poi ribaltandosi, concludendo la corsa tra le fiamme, in mezzo alle due corsie.

Il sistema auto-pilota in dotazione nella Tesla utilizza telecamere e sensori per mantenere la velocità, cambiare corsia e fermarsi, con il conducente che può limitarsi a osservare la strada e intervenire in caso di bisogno. Il primo pensiero degli inquirenti è stato appunto il dubbio che ci sia stato un guasto al sistema, a provocare l’uscita di strada. Anche se non si può escludere un errore umano. Le indagini proseguono in quel del Canton Ticino.

Per quanto riguarda le fiamme, si indaga sulle batterie agli ioni di litio, che in caso di violento impatto e di mancanza di adeguata schermatura possono andare in fiamme, con un rogo rapido. Il problema è purtroppo noto alla casa automobilistica californiana: si tratta del cosiddetto “thermal runaway” e non è la prima volta che ha a che fare con questa situazione, visto che già in precedenza gli incidenti con Tesla coinvolte si sono trasformati in incendi. In particolare a Fort Lauderdale, in Florida, due persone avevano perso la vita tra le fiamme della loro Tesla dopo essersi schiantati contro un muro.

Il gruppo della Silicon Valley si dice ‘profondamente addolorato’ per l’incidente. La casa è stata accusata di aver rigettato un progetto per monitorare il livello di attenzione del guidatore, modalità che lo stesso Elon Musk aveva bollato come ‘inefficace’.

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