Test del virus sugli altri detenuti coinvolti

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Charlie Hebdo
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Rinviato a Parigi il processo per gli attentati di gennaio 2015, fra i quali la strage nella redazione di Charlie Hebdo. La decisione si è resa necessaria dopo che il principale accusato, Ali Riza Polat, è risultato positivo al teste del Covid. La notizia è stata resa nota alla stampa dagli avvocati difensori dell’imputato.

Strage di Charlie Hebdo, rinviato processo

“I sintomi dell’imputato – si legge in un messaggio del presidente della corte d’assise speciale, Régis de Jorna, inviato a tutti gli avvocati della difesa e delle parti civili – “erano apparsi da mercoledì scorso. Il processo sarà sospeso fino a martedì compreso, secondo le prescrizioni sanitarie che prevedono un periodo di isolamento di 7 giorni“. Non potranno andare davanti alla corte nemmeno gli altri 9 imputati detenuti. Infatti, ora devono essere testati e “la ripresa del processo avverrà in funzione dei risultati dei tamponi e dell’evoluzione dello stato di salute delle persone coinvolte”, precisa il giudice.

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Già mercoledì 28 ottobre, nel pomeriggio, il dibattito in aula era stato sospeso dopo un malessere dello stesso Ali Riza Polat. L’imputato è risultato essere in preda di conati di vomito. Polat è accusato di essere il “braccio destro” di Amedy Coulibaly, l’uomo della strage al supermercato Hyper Cacher. I due sono originari della banlieue parigina di Grande Borne a Grigny.

Ali Riza Polat ha 35 anni, di origine francese e turca. Deve rispondere dell’accusa di aver aiutato Coulibaly e i fratelli Said e Chérif Kouachi, i killer di Charlie Hebdo, a preparare gli attentati. Rischia l’ergastolo. Gli attentati contro la redazione provocarono 17 morti.