Test rapido per chi torna da paesi a rischio, ecco come funziona

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Dopo il boom dell’aumento di contagi dovuti dal rientro di connazionali o arrivi di turisti dall’estero da paesi a rischio, il ministero della Salute si muove per evitare nuovi picchi. Nel mirino i rientri da Spagna, Grecia, Malta e Croazia.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera nel corso della riunione di lunedì del Cts, a cui ha partecipato anche il ministro Roberto Speranza, tra le opzioni emerse per controllare al meglio i contagi da rientro c’è la quarantena (così come avviene per chi torna dagli Stati Uniti), tamponi o test rapidi. Questi non sarebbero altro che test molecolari sulla saliva che forniranno una risposta certa in 15 minuti. La procedura al momento dell’arrivo in Italia prevede appunto il prelievo della saliva e, dopo 15 minuti di attesa si avrà l’esito: in caso di positività scatta la quarantena obbligatoria e il tracciamento di tutti i contatti.

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Il provvedimento, ad oggi, riguarda solo gli aeroporti ma potrebbe essere presto esteso anche alle stazioni e ai porti dove approdano navi e traghetti provenienti dall’estero.

"Dobbiamo analizzare ogni giorno la curva epidemiologica, se sale bisogna prendere provvedimenti", hanno spiegato gli scienziati. Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani, supporta la tesi dei test rapidi: “La cosa più giusta sarebbe 'prenderli' in ingresso. Molte Regioni fanno sforzi enormi per individuare chi rientra positivo al Covid, ma non basta- ha dichiarato al Corriere-. Serve un protocollo a livello europeo: non devono essere imbarcate su navi o aerei persone che non siano state sottoposte a tampone e non siano risultate negative".