I test all’Università sono risultati positivi ma manca la conferma del servizio veterinario in Iowa

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Ozzie, il gorilla positivo monitorato particolarmente perché anziano
Ozzie, il gorilla positivo monitorato particolarmente perché anziano

Covid ed animali, contagiati 13 gorilla di pianura dello zoo di Atlanta con i test dell’università che sono risultati positivi ma con la necessità di conferma da parte di uno specifico laboratorio del servizio veterinario. La notizia, riportata dal Guardian, comunque c’è: sono tredici i gorilla dello zoo di Atlanta, nello Stato della Georgia, che pare abbiano contratto il coronavirus. Una nota dello zoo spiega che probabilmente a contagiarli sarebbe stato un custode. E tra i gorilla positivi c’è Ozzie, un maschio “silverback”, uno schiena grigia dominante di 60 anni che è considerato particolarmente a rischio proprio per la sua età.

Covid, contagiati 13 gorilla, si attende la conferma da un laboratorio dell’Iowa

Venerdì 10 settembre i dipendenti hanno notato che i gorilla tossivano ed avevano nasi arrossati e inappetenza. I test erano stati inviati ad un laboratorio veterinario dell’Università della Georgia, che li aveva indicati come positivi. Dal canto suo la direzione ha comunicato che sta aspettando la conferma dal National Veterinary Services Lab di Ames, nello stato dell’Iowa. I gorilla, della sottospecie di pianura occidentale, sono in trattamento con anticorpi monoclonali e sono in corso altri tamponi sugli altri sette gorilla della popolazione complessiva di 20 che nell’area è distribuita in quattro gruppi distinti. Lo screening del possibile contagio poterebbe ad un dipendente asintomatico adetto alla cura dei primati.

Un dipendente vaccinato: forse lui ha trasmesso il covid ai 13 gorilla contagiati

Attenzione, lo zoo sostiene che il dipendente è stato vaccinato con ciclo completo e che e indossava dispositivi di protezione come mascherina e guanti. La nota sostiene poi, per mezzo di Sam Rivera, direttore senior, che “non ci sono prove che i gorilla possano trasmettere il virus agli umani e afferma che i visitatori sono troppo lontani per essere infettati dai gorilla. Siamo molto preoccupati che queste infezioni si siano verificate, soprattutto considerando che i nostri protocolli di sicurezza quando si lavora con le grandi scimmie e altre specie animali sensibili sono, e durante tutta la pandemia, estremamente rigorosi”. Rivera ha poi spiegato all’Atlanta Journal-Constitution che i gorilla di Atlanta sembrano essere il “secondo gruppo di grandi scimmie infettate da Covid-19, dopo che otto gorilla allo Zoo Safari Park di San Diego erano stati curati per il virus a gennaio”.

Vaccino veterinario e monoclonali per i 13 gorilla contagiati dal Covid

“Un silverback di San Diego aveva ricevuto una somministrazione sperimentale di monoclonali e tutti si erano ripresi”. Dato che i gorilla tendono a vivere in promiscuità, Rivera ha affermato che è impossibile mantenere isolati gli animali infetti. Nel frattempo lo zoo di Atlanta sta provvedendo a vaccinare con un siero veterinario i suoi oranghi del Borneo e di Sumatra, le sue tigri di Sumatra, i suoi leoni africani e il suo raro leopardo delle nevi, dato che neppure i felini sono immuni al contagio da covid. Riguardo ad Ozzie, Rivera ha detto che “per ora mostra sintomi lievi. Lo stiamo monitorando giorno per giorno”.

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