Tfa: il pasticcio dei test per un posto precario

Il test per il Tirocinio formativo attivo (Tfa) che dovrebbe aprire la strada agli aspiranti insegnanti è stato un vero e proprio disastro, seguito in maniera puntuale dall'osservatorio sul web diventareinsegnanti.orizzontescuola.it.

Ma cosa è successo, esattamente?

Dal 6 luglio, in tutta Italia, si susseguono questi test (ecco il calendario), sui quali, stando a quanto si apprende da fonti ufficiali, il Governo Monti ha dovuto andar di fretta per rimediare a un vuoto causato dalla precedente gestione-Gelmini (una prassi, in ogni caso, quella di dar le colpe alla gestione precedente, che accomuna tutti, tecnici o politici, a torto o a ragione).

E da pochi giorni dopo sono iniziate le lamentele degli aspiranti docenti. Perché le batterie di test sarebbero infarcite di domande imprecise, ambigue o addirittura sbagliate. Il CINECA, che stila le graduatorie, avrebbe già ammesso almeno 6 errori, il Corriere della Sera ne ha individuati altri e su Orizzontescuola le lamentele continuano. Come, per esempio, quella di Giada, che per un solo punto non ha potuto accedere alla priva scritta e che si definisce «delusa e a dir poco indignata di fronte alle tante domande segnalate come non corrette, ambigue o simili non prese assolutamente in considerazione dai selezionatori».

O ancora, quella di S.R. che scrive: «l’opera “Qualcosa era accaduto” non è mai stata scritta da Dino Buzzati né da altri autori, come si voleva far credere: il titolo corretto era “ Qualcosa era successo” ma questo piccolo particolare era sfuggito agli esperti del MIUR che hanno formulato le domande per il test della A051». E che poi rincara, denunciando in qualche modo il nozionismo puro di questo test a crocette: «mi chiedo come si possa ritenere “valido” un aspirante docente che conosca il nome dell’autore di “Le Cene” o del “Cardillo addolorato” se, oltre a questo, non sa aggiungere altre informazioni sui testi appena citati? E inoltre, chi ha mai spiegato ai propri alunni “Il Lasca” o la “Ortese”?»

Non solo. Pare che il Ministero abbia ritenuto di considerare tutte valide le risposte alle domande che sono state riconosciute come formulate in maniera errata. Altra cosa che ha suscitato indignata sia in chi il test l'ha superato sia in chi vorrebbe aver la possibilità di riprovare.

E pensare che in una riunione del 21 marzo il Miur aveva comunicato al CINECA che i test elaborati sarebbero stato troppo facili da risolvere «nelle tre ore previste con conseguente impossibilità, dichiarata dalle università, di riuscire ad affrontare l’ulteriore selezione per prove scritte e orali per un alto numero di concorrenti». Così, allo studio è partita una nuova batteria di test. Talmente impossibili e mal fatti che, fino a questo momento, sarebbe stato bocciato oltre il 70% degli iscritti. Il record negativo? A filosofia: 4mila iscritti, appena il 3% di promossi. Con domande tipo «Chi è Amafinio?», cui fatica a rispondere persino Wikipedia, come è facile verificare: la voce è stata creata dopo che sul web si erano scatenate le proteste degli esaminandi. 

E allora è giusto che ci si chieda se questa selezione tipo telequiz possa veramente formare docenti. O se, piuttosto, non sia un meccanismo che contribuirà, una volta di più, al progressivo decadimento dell'istruzione italiana.

Nel frattempo, il Ministero dovrebbe prendere una decisione per mettere una pezza a questo disastro. Forse ci saranno nuove prove in autunno. Forse i candidati dovranno prepararsi di nuovo. Di sicuro non avranno a breve un posto di lavoro. Anche perché i posti in palio non sono certo per docenti di ruolo: si combatte a colpi di crocette e fra domande da Trivial Pursuit per una supplenza in più

Yahoo! Notizie - Le proteste dei precari


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