In Thailandia c’è carenza di maiale: si passa al coccodrillo

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Image from askanews web site
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Roma, 21 gen. (askanews) - La febbre suina africana sta diffondendosi senza controllo in Thailandia e questo provoca una carenza di carne di maiale, con un conseguente aumento del prezzo. Ma i cittadini di questo paese del Sudest asiatico stanno risolvendo la questione, dirottando i loro consumi verso la carne di un altro animale: il coccodrillo. Lo riferisce oggi il Nikkei Asia.

Il maiale, molto usato nella dieta tailandese, è al momento una merce rara. Il primo ministro Prayut Chan-o-cha la scorsa settimana ha ordinato alle agenzie governative di risolvere il problema con urgenza. Anche perché su questo guaio potrebbe giocarsi le elezioni che si teranno il prossimo anno.

Intanto però i tailandesi devono in qualche modo sostituire questa proteina. "Molti venditori di cibo e ristoratori sono venuti a chiedermi carne di coccodrillo", ha spiegato a Nikkei Asia Wichai Roongtaweechai, un allevatore di rettili che ha 10mila coccodrilli nella provincia di Nakhon Pathom.

Fino a poco tempo fa l'allevamento vendeva prevalentemente la pelle di coccodrillo per l'industria della moda. Le carcasse venivano esportate soprattutto per i ristoranti cinesi che vendevano quella carne come un prodotto esotico. Tuttavia nelle ultime settimane le vendite di carne di coccodrillo di questo allevamento sono esplose a oltre 100 kg al giorno, cioè due esemplari macellati per uso alimentare quotidianamente.

Non solo. Ogni giorno si stanno presentando nuovi clienti. E recentemente un ristorante di noodle di Bangkok ha iniziato ad acquistare carne di coccodrillo per sostituire il maiale nei ramen.

Il prezzo della carne di questo rettile è salito da una media di 80 baht (2 euro) per kg a 190 baht (5 euro). La parte più pregiata dell'animale è la coda, che è morbida e ha poco grasso.

Nonostante il picco di vendite, la carne di coccodrillo è ancora molto conveniente rispetto a quella di maiale, che può costare quasi il doppio. Non è quindi escluso che, se il consumo si dovesse attestare, per molti possa diventare una costante alternativa al suino.

La Thailandia ha registrato il suo primo caso di febbre suina africana a inizio della scorso anno e da allora l'epidemia si è diffusa e sono stati abbattuti almeno 159mila maiali tra marzo e ottobre 2021.

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