Ticket, Spi-Cgil: in Lombardia accanimento su errate esenzioni

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Image from askanews web site
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Milano, 10 gen. (askanews) - Lo Spi-Cgil Lombardia denuncia un "accanimento" di alcune forze politiche contro anziani e disoccupati "colpevoli" di aver erroneamente utilizzato codici di esenzione dai ticket sanitari non sapendo di non averne più diritto. "Ci chiediamo come mai, le stesse forze politiche che a livello nazionale chiedono condoni tombali per gli evasori, in Lombardia si accaniscono in questo modo contro anziani e disoccupati che si trovano in grande difficoltà", dichiara Federica Trapletti della segreteria dello Spi-Cgil Lombardia, che riassume così la vicenda: nel 2021 oltre cinquemila famiglie lombarde si sono viste recapitare una raccomandata da parte delle ATS in cui si chiede loro di sanare un'indebita fruizione di prestazioni sanitarie o di medicinali, dispensati in regime di esenzione ticket per limiti di reddito o condizione di disoccupazione/mobilità. Si tratta per lo più di pensionati o disoccupati che negli anni 2016/2017 hanno erroneamente continuato ad utilizzare i codici di esenzione E01 - E04 - E02 ed E12, non sapendo di non averne più diritto in quanto la loro condizione era nel frattempo cambiata. "Il silenzio di Regione Lombardia sul tema di queste migliaia di verbali, che continua in questi mesi, è incomprensibile - si legge in una nota - Si tratta di esenzioni, in particolare quella per disoccupazione, rilasciate dietro autocertificazione presso gli sportelli Ats, spesso senza un'adeguata informazione da parte dell'ente".

"Nulla da eccepire in merito al pagamento di quanto dovuto - prosegue il sindacato - ma il problema è che, in base alla normativa, la somma corrispondente all'importo del ticket non pagato viene raddoppiata per effetto della applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria, mettendo in grande difficoltà le famiglie già duramente provate da questo lungo periodo di crisi economica seguita all'emergenza sanitaria. Inoltre non è concessa nessuna possibilità di rateizzazione, se non in caso di decreto ingiuntivo".

"Regione Lombardia, su insistenze del sindacato, aveva provveduto negli anni scorsi ad esonerare dall'applicazione della sanzione amministrativa proprio considerando il fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, si è trattato di un errore in buona fede. Oltre alle sollecitazioni da parte nostra - prosegue la nota - lo scorso 11 maggio lo stesso Consiglio Regionale aveva approvato l'Ordine del Giorno n. 1823 che impegnava Regione Lombardia a deliberare nel primo provvedimento di legge utile una ulteriore proroga, anche per tutto il 2021. Delibera che tuttavia ad oggi non è ancora arrivata".

"L'impressione che si ricava da questo atteggiamento - conclude il sindacato - è che in Regione si tentino tutte le strade per far sì che la sanità pubblica sia sempre più malvista agli occhi della gente. Non perdono occasione per vessare i cittadini più deboli, che invece che essere difesi vengono tormentati ogni qual volta si avvicinano al sistema sanitario lombardo", aggiunge Valerio Zanolla segretario generale dello SPI CGIL Lombardia. "È quanto sta accadendo da tempo a proposito delle liste di attesa per le visite sanitarie, che si possono saltare solo pagando di tasca propria. La regione Lombardia toglie dalle tasche dei cittadini le risorse che poi devolve in profitti per il sistema sanitario privato e questo a noi non può andar bene!".

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