Tiene banco la formula con cui si decide e certifica se ci sono le condizioni per andare avanti

Mario Draghi
Mario Draghi

La crisi di governo è appesa ad un filo e quel filo si chiama verifica di maggioranza, ma di cosa parliamo? Si tratta di una formula con cui si decide e certifica se ci sono le condizioni per andare avanti, questo detta in maniera austera, in realtà è una conta fra chi ci sta ancora e chi non ci sta più. La verifica l’aveva chiesta Forza Italia dopo l’astensione del Movimento Cinque Stelle sul decreto Aiuti alla Camera. Si erano poi accodati il segretario del Pd Enrico Letta ed il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Ecco cos’è la verifica di maggioranza

Il siluro lanciato da Giuseppe Conte contro l’esecutivo è a pochi metri dallo scafo della “corazzata” composita guidata da Mario Draghi e sono in molti a chiedersi se senza ammiraglio l’Italia perderà occasioni e qualcuno perderà poltrone, perciò oggi è tutto un ribollire di opzioni e scenari. In polpa ed alla luce delle ultime fibrillazioni, si chiede a Mario Draghi di “assicurarsi che il sostegno ricevuto alla formazione del governo sussista ancora”, come ha scritto bene Fanpage. Ma in cosa consiste la verifica? Si tratta di una serie multipla ed incrociata di incontri con cui il presidente del Consiglio sente i leader e i principali esponenti della maggioranza “per accertare che ci sia l’appoggio necessario dei partiti per portare a termine il mandato”.

Gli esiti possibili e chi la vuole

E la verifica ha ovviamente esiti multipli: la conta potrebbe dire che ci sono le condizioni, che non ci sono più o che ci sono a patto di alcune correzioni, di solito sofferte per una delle parti. Chi la chiede allo stato attuale? Forza Italia con Silvio Berlusconi, il Partito Democratico con Enrico Letta, Luigi Di Maio con il suo “Insieme per il Futuro” e forse, secondo rumors non confermati di Repubblica, anche la Lega di Matteo Salvini.