Una settimana dentro TikTok, la terra sconosciuta dei nostri figli

Adele Sarno
·Social media editor, L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
TikTok (Photo: TikTok)
TikTok (Photo: TikTok)

Ok boomer, parliamo di TikTok. Ho deciso di passare qualche giorno sul social della GenZ. Ho scaricato l’applicazione venerdì 22 gennaio. Ho inserito la mia data di nascita, ho digitato il mio nome. Avrei tranquillamente potuto mentire come potrebbe farlo ogni ragazzino. Alla fine del download, armata dei migliori pregiudizi, ho iniziato a scrollare. Il giorno prima, giovedì 21 gennaio, una bambina di 10 anni è morta soffocata per aver partecipato a una “blackout challenge”. Digitando il giorno stesso su TikTok “#blackoutchallenge” ho trovato migliaia di video: centinaia di ragazzi spiegavano quanto fossero tristi per la scomparsa della piccola Antonella. Oggi di quei video non c’è più traccia ma solo “pagina non trovata”. Ho provato a sentire qualche assiduo frequentatore del social ma sono tutti convinti che sia difficile che questo tipo di contenuti possa passare le censure di TikTok. “Io un’idea me la sono fatta”, mi spiega Carlotta. “Potrebbe essere rimasto solo qualche ora online, magari ‘mascherato’ da altro”. Insomma un episodio sporadico, una coincidenza sfortunata.

È iniziato così il mio viaggio su questa piattaforma. TikTok per quello che ho visto e sentito è tanto altro: un piccolo universo, uno spazio dove la genZ sta crescendo.

TikTok fa quello che gli dici di fare. Esattamente come per Facebook, Instagram e Twitter, comanda un algoritmo. Ma c’è una differenza che noti subito. La piazza è grande e tutti sono in strada, adulti, adolescenti, bambini. Non c’è una comfort zone, non ci sono i tuoi amici, c’è un feed che si chiama “Per te”. Qui scorrono tanti video da un minuto che non si esauriscono mai. Il meccanismo, per citare il documentario Netflix “The Social dilemma”, è quello della slot machine: tiri giù la leva, agg...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.