TikTok, Berlusconi e gli altri: il primo post dei politici italiani sulla piattaforma

TikTok, Berlusconi e gli altri: il primo post dei politici italiani sulla piattaforma. REUTERS/Remo Casilli/Alberto Lingria/Massimo Pinca/Tony Gentile
TikTok, Berlusconi e gli altri: il primo post dei politici italiani sulla piattaforma. REUTERS/Remo Casilli/Alberto Lingria/Massimo Pinca/Tony Gentile

La campagna elettorale vale bene lo sbarco su una nuova piattaforma social, soprattutto considerando il fin troppo noto distacco dei giovani dalla politica. E così negli ultimi tempi sono tanti i leader che hanno deciso di inaugurare il proprio profilo TikTok, con Silvio Berlusconi e Matteo Renzi che al momento sono stati gli ultimi ad iscriversi alla lista. Tale strategia si sta però rivelando fruttuosa? Proviamo a passare in rassegna tutti i post inaugurali dei politici nostrani sulla piattaforma.

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Inevitabilmente è opportuno partire proprio da Silvio Berlusconi, il più recente e uno dei più chiacchierati. Il fondatore di Forza Italia, che già sui social aveva lanciato la propria "pillola" quotidiana, su TikTok ha scelto di proporsi nella veste più istituzionale possibile. Non solo con elegante abito scuro, non solo dalla sua tradizionale scrivania. Ma anche con i consueti messaggi, solo rivolti ai giovani: "Su questa piattaforma i ragazzi sono oltre 5 milioni e il 60% ha meno di trent'anni", ha sottolineato. Quindi ha provato a comunicare a loro, senza uscire dal (suo) seminato: "Discuteremo del vostro futuro. Vi racconterò di come voglio rendere l'Italia un Paese che possa dare nuove opportunità e dove realizzare i vostri sogni". Nuova piattaforma, solito Silvio insomma.

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Strategia diversa per Matteo Renzi, l'altro "debuttante" delle ultime ore. Il leader di Italia Viva ha provato a parlare ai giovani tentando di cavalcare i tormentoni dei giovani, anche quelli che lo riguardano. "Per molti di voi io sono un esperto di 'First reaction shock' o di 'Shish', linguaggi quasi più complessi del corsivo", ha esordito. Quindi ha passato in rassegna non solo i suoi risultati nella politica ("ex sindaco della città più bella del mondo, Firenze", "ex presidente del Consiglio, il più giovane della storia repubblicana"), ma anche ciò che lo avvicina all'ipotetica platea di TikTok. "Pagine fondamentali per la mia vita sono essere stato arbitro di calcio o capo boyscout", ha affermato.

Messaggi molto diversi rispetto a quelli che solitamente TikTok canalizza. Ne era consapevole Carlo Calenda, che ha anticipato di qualche giorno Berlusconi e Renzi ma che quantomeno ha parlato chiaro nel suo primo post. "Io non so ballare, sembro un orso ubriaco, c'ho la pancia e sono brutto. Ma posso parlarvi di politica, libri, cultura - disse il leader di Azione -. Non è molto comune, ma proviamo a fare una cosa non comune. Usiamo questo strumento in modo del tutto diverso". E tanti detrattori lo accusarono di essere rimasto attaccato a un'etichetta della piattaforma ormai superata. Quantomeno, però, l'aveva inquadrata.

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Chi si attirò un'iniziale pioggia di polemiche dagli utenti di TikTok fu invece uno dei "veterani" della nostra politica sulla piattaforma: Matteo Salvini. Il leader della Lega si iscrisse nell'autunno 2019 e debuttò con due post: il primo fu un comizio più tradizionale, sorretto dall'hashtag #primagliitaliani, il secondo una clip musicale dall'eloquente titolo "Onore alle nostre Forze dell'Ordine", con bandierina tricolore d'ordinanza. Due pubblicazioni che pochi apprezzarono e la maggior parte dell'utenza rigettò. Tanto da controribattere con un eloquente #fuorilapoliticadaTikTok.

@matteosalviniufficiale

Nel cuore della Sicilia, tra una tappa e l’altra… c’è un po’ di traffico 😍 p.s. Che spettacolo. 🇮🇹

♬ suono originale – Song_Vision

Nel mese di aprile 2022 è invece arrivato Giuseppe Conte. Qui i risultati nel tempo sono stati forse migliori, e sin dai primi vagiti dell'account se ne intuivano le intenzioni. Con risultati che però non tutti apprezzarono. Già dal primo post su TikTok il leader del M5s accompagnò suoi interventi televisivi a musichette evocative, ma nel secondo osò di più. Qui infatti compariva un'enorme scritta "Quando mi domandano" ad accompagnare il suo "Non scherziamo!", in riferimento a un governo con Giorgia Meloni.

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Ma appunto, Giorgia Meloni? La leader di Fratelli d'Italia fu la prima a sbarcare suo malgrado su TikTok grazie al remix di "Sono una donna, sono una madre, sono cristiana". Quello però non era il suo profilo personale. Quest'ultimo apparve, ma solo per un mese, proprio in quel 2019 per poi tornare in pianta stabile nel febbraio 2022. Da allora, di base, ripubblica dichiarazioni, discorsi e comizi nello stesso formato degli altri social. Variazione sul tema è il filmato in cui si diletta nella cucina locale durante una trasferta in Puglia. Ma sul suo "Io sono cintura nera di panzerotti", inevitabilmente, le ironie si sono sprecate.

VIDEO: Giorgia (Meloni) tormentone

Fuori dal coro, invece, Enrico Letta. Se il suo Pd solo recentissimamente ha aperto un TikTok di partito, infatti, il segretario dem si è finora negato il palcoscenico del social più in voga tra le nuove generazioni. Reinterpretando in un certo senso il noto adagio di Nanni Moretti e trasformandolo in: "Mi si nota di più se vengo e non mi so adattare al pubblico o se non vengo per niente?".