Timmermans a Strasburgo: ecco perché votare stop a auto termiche

Image from askanews web site
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Bruxelles, 7 giu. (askanews) - Non si fa assolutamente un favore all'industria automobilistica europea se, come chiedono il Ppe e la destra al Parlamento europeo, si riduce al 90% l'obiettivo proposto dalla Commissione di avere entro il 2035 il 100% delle auto nuove immesse sul mercato a zero emissioni. Al contrario, con questa "scappatoia", si incatenerebbero al passato i costruttori dell'Ue e l'ecosistema dei fornitori e dell'indotto. E', in sintesi, quanto ha affermato questo pomeriggio a Strasburgo il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Frans Timmermans, con il suo intervento in chiusura del dibattito in plenaria dell'Europarlamento su alcune misure legislative del "Green Deal", che saranno votate dall'aula domani.

Timmermans ha iniziato con quella che ha chiamato una confessione: "Io amo le automobili - ha detto -, le ho sempre amate e le riparo da quando ero adolescente. Ricordo ogni automobile che ha avuto mio padre, ve le potrei anche disegnare. Io sono cresciuto così, ho ancora la macchina e una moto. Ma so che questo è un amore che deve cambiare, che devo dipendere dalle batterie e non più dal petrolio. Oltretutto, le macchine elettriche che vediamo sono belle, sono divertenti da guidare; è una tecnologia interessante da seguire".   Oggi, ha continuato Timmermans, "l'Europa sta finalmente agendo: è in grado adesso di costruire delle automobili che possono concorrere con quelle americane e con quelle asiatiche, anche se è arrivata a questo molto tardi. Ed è una cosa che possiamo rimproverare alla nostra industria automobilistica, che ha pensato che avremmo avuto un motore a combustione interna sempre più efficace, e così avrebbe salvato la situazione. E invece le cose sono andati avanti".

"Prolungare il passaggio alla mobilità elettrica - ha osservato il vicepresidente esecutivo della Commissione - lasciando un vuoto nella legislazione, una scappatoia in modo che non ci sia un divieto completo entro il 2035 per le auto che producono emissioni, ma sia lasciata ancora la possibilità di costruirle, penso che non aiuti affatto l'industria automobilistica, e sicuramente non aiuta il consumatore. Se vogliamo avere un industria automobilistica che agisca più rapidamente per produrre auto elettriche che possano essere convenienti per tutti, dobbiamo far sì che si concentri con tutto quello che ha proprio su questo".

E la questione, ha rilevato Timmeramns, "non riguarda solo i fabbricanti di macchine ma tutto l'ecosistema dei fornitori. Vogliamo costringere un fornitore di componenti per motori a combustione a fornire questi elementi in quantità sempre più ridotte, perché questa sarà la realtà? Quello che vedreste nell'opzione del 90% è che si costringebbero i fornitori a continuare a produrre componenti per motori a combustione che diventerebbero sempre più costosi. Questa è la logica economica, è una questione di economia di scala. Quindi a chi state facendo un favore con questo? A nessuno. Si rallenta semplicemente lo sviluppo tecnologico, e questa è una pessima scelta, come vediamo in ogni rivoluzione industriale".

"Quanto più tempo ci vuole per fare un cambiamento che è inevitabile, tanto più costerà in denaro e in termini di sofferenza sociale; perché è un'illusione incatenare la gente a un passato che non ha un futuro. Questo non è venire in aiuto all'industria automobilistica europea, assolutamente no", ha sottolineato Timmermans.

"E non parlo neanche - ha aggiunto - della certezza al 100% che questi carburanti costano tanto di più per chilometro rispetto all'elettricità; e non è che costano un pochino di più: sono tre, quattro, cinque, sei volte più costosi. Non private i cittadini europei della possibilità di guidare un'auto elettrica pulita, a prezzo abbordabile, divertente, e fatta in Europa".

E qui il vicepresidente esecutivo della Commissione ha risposto a un'altra critica ripetuta spesso nel dibattito dagli eurodeputati del Ppe e della destra, secondo cui imponendo la sostituzione dell'auto a combustione interna con i veicoli elettrici si farebbe un favore alla Cina e ad altri paesi asiatici che ne sono oggi i maggiori produttori. "Tutto deve venire dalla Cina? Ma è assurdo: guardate - ha detto rivolto agli europarlamentari - che cosa succede per le batterie: stiamo andando avanti velocemente, diventeremo rapidamente il primo produttore di batterie per il futuro, e sono batterie sostenibili e riciclabili. Guardate cosa facciamo per le batterie più leggere, e quelle a più largo raggio, e le batterie solari, guardate alle possibilità che abbiamo di creare infrastrutture di ricarica".

"Non incatenateci al passato - ha ribadito Timmermans rivolto agli eurodeputati del Ppe e della destra -, per l'amor di Dio, non incatenate l'industria al passato, mentre invece ha bisogno di chiarezza, e non di scappatoie per fare quello che deve fare, per una mobilità sostenibile per tutti i cittadini europei".

"Io credo - ha proseguito - che questa sia una scelta essenziale, e vi imploro: domani fate la cosa giusta, non proponete una soluzione annacquata che non aiuta nessuno". Una soluzione che "dà un po' di respiro e un po' di tempo, ma non sarà utile per nessuno, perché poi bisogna costruire i componenti per le nuove tecnologie".

Timmermans, infine, ha replicato a un'altra critica della destra, secondo cui la transizione all'auto elettrica creerebbe molta disoccupazione. In realtà, ha spiegato, "un problema che si pongono i produttori di batterie è: possiamo avere abbastanza persone che vengono a lavorare nelle nostre industrie? Questa è la nostra sfida principale. Non venitemi a dire che si perderanno tanti posti di lavoro a causa di questa transizione: i posti di lavoro cambieranno, e la nostra responsabilità è garantire che le persone siano in grado di accettare questi nuovi posti di lavoro", e siano riqualificate.

"Non c'è bisogno di avere altri disoccupati. Grazie a queste tecnologie nuove, interessantissime, e visto che siamo i migliori produttori di automobili del mondo, se noi accettiamo questa opportunità la nostra industria definirà il futuro. Chi sa che la Polonia già oggi è il principale produttore di bus elettrici? Chi lo sapeva? Questo significa abbracciare una nuova tecnologia, abbracciare il futuro. Questo - ha concluso Timmermans rivolto alla plenaria - è il motivo per cui è necessario che votiate per la nostra proposta domani".

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