Timori recessione si insinuano in riflessioni Bce a simposio Sintra

Il logo Bce a Francoforte, in Germania

SINTRA, Portogallo (Reuters) - I policymaker della Banca Centrale Europea hanno fatto buon viso a cattivo gioco durante il loro incontro annuale sulle colline sopra la capitale portoghese, prevedendo un'ulteriore espansione economica nonostante l'incombente carenza di gas, ma nelle conversazioni private i timori di recessione sono stati sempre più dominanti.

Quest'anno la crescita ha subito un brusco rallentamento a causa delle ripercussioni della guerra russa in Ucraina, annullando il rimbalzo economico dopo i lockdown, mentre cresce il rischio che un'ulteriore escalation del conflitto possa soffocare quel po' di ripresa rimasta.

Questo complicherebbe la vita alla Bce, che si sta preparando al primo rialzo dei tassi di interesse in oltre un decennio per frenare l'inflazione, perché l'inasprimento delle politiche in una fase di recessione rischia di esacerbare la crisi.

"Non mi aspetto una recessione e anzi, penso che ci sia la possibilità di una sorpresa positiva", ha detto il consigliere Bostjan Vasle alla conferenza annuale di Sintra. "I servizi sono in piena espansione e il mercato del lavoro è solido".

"Solo alcuni degli esempi più visibili: l'affollamento negli aeroporti, nei ristoranti e nelle destinazioni di vacanza in tutta Europa indica resilienza", ha detto Vasle, responsabile della banca centrale slovena.

Il problema è che l'Europa è piagata da un'enorme dipendenza energetica e l'impennata dei prezzi del petrolio rappresenta di fatto un trasferimento di ricchezza pari al 2%-3% del Pil, in gran parte verso la Russia.

Hilde C. Bjørnland, professore di economia presso la BI Norwegian Business School, stima che un aumento del 10% del prezzo del petrolio dovuto a tensioni geopolitiche o a limitazioni dell'offerta ridurrà il Pil della zona euro dello 0,5%.

"L'effetto è ancora maggiore quando la volatilità dei prezzi del petrolio è elevata, come in questo momento", ha dichiarato dinnanzi ai responsabili politici di Francoforte.

I prezzi del Brent sono aumentati di circa il 50% rispetto all'anno scorso, mentre i prezzi del gas e dell'energia elettrica sono più che raddoppiati in alcuni Paesi, pesando sui consumi delle famiglie e sugli investimenti e comprimendo i margini delle imprese.

A sottolineare prospettive fosche, i dati PMI e l'indagine Ifo in Germania sono entrambi calati più del previsto questo mese, mostrando un deterioramento del morale delle aziende, sebbene nessuno dei due abbia segnalato una vera e propria recessione.

L'economia ha comunque delle riserve, soprattutto perché la pandemia ha costretto le famiglie a risparmiare denaro, creando un cuscinetto che per ora isolerà il blocco.

"Trovo difficile immaginare una recessione profonda senza altri shock negativi. Abbiamo mercati del lavoro molto rigidi, spese in eccesso dovute alla crisi Covid, probabili miglioramenti nei colli di bottiglia e allentamento dei vincoli di fornitura", ha affermato Pierre Wunsch, capo della banca centrale belga.

"Non ci sono grandi squilibri nell'economia che possano provocare una recessione profonda e duratura".

PAURE PRIVATE

Parlando in privato, i policymaker sono stati tuttavia meno ottimisti, temendo che i problemi di approvvigionamento energetico persistano per tutto l'anno, intaccando il potere d'acquisto delle famiglie e trascinando inevitabilmente il blocco in recessione.

"Ho pochi dubbi che andremo in recessione", ha dichiarato un terzo membro del board, che ha chiesto di non essere nominato.

Anche il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, intervenendo a Sintra, ha usato un tono cupo, avvertendo che la lotta all'inflazione potrebbe effettivamente spingere la più grande economia del mondo in una recessione, che si rivelerebbe poi un freno alla crescita altrove, Europa compresa.

All'inizio del mese la Bce ha previsto una crescita solida sia per l'anno in corso che per il prossimo, ma ha affermato che una guerra prolungata con ulteriori sanzioni, tagli alle forniture di gas e prezzi elevati delle materie prime potrebbero ridurre l'economia dell'1,7% l'anno prossimo, prima di una robusta ripresa nel 2024.

"Il rischio di recessione è reale", ha dichiarato un quarto policymaker. "Lo shock commerciale è enorme".

Una recessione arriverebbe proprio nel bel mezzo dei rialzi dei tassi di interesse volti a contenere l'inflazione, che questo mese dovrebbe aver raggiunto il livello record dell'8,4%.

Tuttavia, i responsabili di Francoforte, sia in pubblico che in privato, hanno concordato sul fatto che - in considerazione del mandato sulla stabilità dei prezzi - la stretta monetaria è necessaria per impedire che l'inflazione si radichi e non si può tornare indietro sui piani di incremento dei tassi sia a luglio che a settembre prima di ulteriori mosse successive.

(Versione italiana Valentina Consiglio, editing Stefano Bernabei)