Tina Cipollari lascia Uomini e Donne: l’annuncio

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Tina Cipollari abbandonerà davvero il suo storico posto a Uomini e Donne? La nota opinionista dei Troni di Canale 5 pare essere ormai vicina alle nozze con il suo attuale compagno, l’imprenditore Vincenzo Ferrara. Anche se al momento non si conosce la data ufficiale, parrebbe dunque inevitabile il suo addio al popolare dating show di Maria De Filippi su Canale 5.

Tina Cipollari abbandona Uomini e Donne?

Senza dubbio uno dei volti più amati di Uomini e Donne, Tina Cipollari ha passato moltissimi anni nella trasmissione mariana. Insieme all’amico e collega Gianni Sperti, l’opinionista ha visto formarsi sotto i suoi occhi tantissime coppie nel corso degli anni. Adesso, ad ogni modo, la protagonista sembra essere diventata proprio lei. Dopo la fine del matrimonio con l’hair stylist Kikò Nalli, la diva si è legata sentimentalmente al Ferrara. E ora ha dunque annunciato la notizia delle loro nozze, che secondo alcuni voci potrebbe avvenire persino già il prossimo mese di marzo.

I preparativi per la cerimonia costringerebbero pertanto Tina a dire addio al programma, forse solo per un periodo limitato. Proprio l’attuale compagno della Vamp, in una recente intervista, aveva raccontato che il loro unico problema è la distanza. Lui è infatti titolare di un ristorante a Firenze, mentre Tina Cipollari è impegnata quasi tutti i giorni con le registrazioni di Uomini e Donne. Ma se dunque Tina lascerà il suo ruolo, chi prenderà le vesti di opinionista al suo posto? Secondo le ultime indiscrezioni, la più gettonata pare essere niente meno che la sua “acerrima nemica” Gemma Galgani. La Dama torinese e l’ex marito di Paola Barale potrebbero così dare vita a una coppia decisamente inedita.

  • Meloni e Salvini contro Bersani: "Dichiarazioni disgustose"
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    Meloni e Salvini contro Bersani: "Dichiarazioni disgustose"

    "L'odio ideologico della sinistra non si ferma nemmeno davanti ai morti. Ascoltate queste vergognose dichiarazioni di Bersani". Il tweet è di Giorgia Meloni che posta una dichiarazione di Pier Luigi Bersani. L'ex segretario del Pd, intervistato da 'Carta Bianca', ha affermato: "Con il centrodestra al governo non sarebbero bastati i cimiteri".  "Il messaggio che il centrodestra sta dando da fuori e da dentro il parlamento è una coltellata al Paese - ha detto ancora Bersani - E questa gente qua, lo lasci dire a uno di Piacenza", città in cui ci sono stati molti morti da Covid, ricorda Bianca Berlinguer, "viene il dubbio che se avessero governato loro non sarebbero bastati i cimiteri".  'Bersani? Dichiarazioni disgustose. A me sembra una dichiarazione di un cretino... Ci sono 30mila morti e si scherza su questo. Davvero c'è qualcuno che non sta bene. Quando si fa polemica sui cimiteri, vuol dire che non stai bene'', ha commentato Matteo Salvini ospite del tg4.   "Chiaro che ho usato un’iperbole. Ma un ex ministro dell’interno che ridicolizza mascherine e distanziamento dopo che a pochi giorni dalla prima zona rossa chiedeva di aprire tutto si espone a un giudizio che, ripeto, per iperbole, confermo assolutamente", ha scritto su Twitter Bersani, replicando a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

  • Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan
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    Anna Tatangelo, lo scatto che fa impazzire i fan

    Anna Tatangelo ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto che ha fatto letteralmente impazzire i fan.

  • "Auto faceva inversione", Paragone racconta incidente
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    "Auto faceva inversione", Paragone racconta incidente

    A Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, il senatore del Gruppo Misto Gianluigi Paragone oggi ha raccontato com'è avvenuto l'incidente che ha avuto ieri in scooter, a causa del quale è stato ricoverato in ospedale con il codice rosso. “Per fortuna sono appena arrivato a casa, mi hanno dimesso poco fa dandomi degli antidolorifici”, ha spiegato Paragone.  “Ero in motorino all'altezza delle piscine del Coni (a Roma, vicino allo stadio Olimpico, ndr). Una signora ha fatto inversione a 'u' per passare all'altra carreggiata e io le sono andato addosso, ho preso lo sportello, rompendogli il vetro, tagliandomi la mano e facendomi male un po' dappertutto”. Si è accorto di quanto stava accadendo? “Si, sono rimasto sempre vigile ma mi ero preoccupato perché avevo un taglio vistoso sul dito della mano, perdevo molto sangue. E in più avevo dolori forti alle ginocchia, che non riesco a flettere”, ha spiegato a Rai Radio1 il senatore.  Si è fratturato qualcosa? “Fortunatamente no. Ho fatto anche una Tac ma non ho avuto problemi”. Subito dopo l'incidente alcuni media segnalavano che lei non era in pericolo di vita, lasciando immaginare tuttavia una situazione seria. “A me è venuto un colpo, non riuscivo ad avvisarli perché non potevo nemmeno rispondere al telefono, stavo facendo la Tac”. Ha avuto paura? “No, perché avevo capito che l'altra macchina poteva fare qualcosa di strano, quindi sono stato prudente e ho rallentato, alla fine sarò stato sui 40km/h”.  I suoi colleghi l'hanno cercata per sincerarsi delle sue condizioni? “Mi hanno mandato tutti dei messaggi: da Conte a Renzi a Salvini. Sono stati tutti molto carini” Chi la sta assistendo in casa? “Un mio amico, un collega giornalista”. E il suo scooter in che condizioni è ? “Non so dove sia, lo hanno portato via subito”, ha spiegato Paragone a Un Giorno da Pecora.

  • Il racconto del principe Carlo: "Virus? Orribile, io fortunato"
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    Il racconto del principe Carlo: "Virus? Orribile, io fortunato"

    Il 71enne è stato colpito da una forma lieve di coronavirus ed è tornato alla vita di prima

  • Seconda ondata, Zangrillo: "Come la neve a Milano"
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    Seconda ondata, Zangrillo: "Come la neve a Milano"

    "Sarebbe come prevedere che a Milano nevicherà il giorno di Sant'Ambrogio"

  • Roma, Raggi: "Metro C fino a piazza Venezia"
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    Roma, Raggi: "Metro C fino a piazza Venezia"

    "Le ‘talpe’ per la realizzazione della metro C possono ricominciare a scavare. La terza linea metropolitana di Roma continuerà il suo percorso fino a piazza Venezia". Lo afferma, su Fb, la sindaca di Roma Virginia Raggi. "Le gallerie collegheranno le zone più periferiche al cuore della nostra città, dove stanno per terminare le prove tecniche utili alla realizzazione della nuova 'stazione-museo' di piazza Venezia - continua - Sono operazioni che abbiamo iniziato mesi fa per stimare con certezza tempi e costi del completamento della tratta, lavori che sono andati avanti in sicurezza anche nel periodo più difficile dell’emergenza coronavirus".  "Ieri sera abbiamo approvato in Giunta un atto necessario per rendere possibile il prolungamento delle gallerie e, grazie alle risorse ottenute dal governo, ora possiamo proseguire con gli scavi", spiega Raggi. "Stiamo realizzando una delle opere più importanti in corso di realizzazione in Italia, strategica per la Capitale - conclude - Oggi i risultati raggiunti sono ancora più importanti. Questi cantieri sono simbolo della ripartenza di una città che, anche nel periodo più buio non è rimasta ferma ma è andata avanti per il bene della collettività".

  • La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità
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    La Marini ha scelto di sposarsi a 53 anni? La verità

    Valeria Marini ha deciso di sposare il suo fidanzato, Gianluigi Martino? Per la coppia ci sarebbero importanti novità in vista.

  • Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi
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    Il fidanzato di Stefania Pezzopane si è cancellato dai social e ha rivelato di avere dei problemi

    Simone Coccia ha rivelato che starebbe vivendo un periodo complicato ed è tornato sui social per tranquillizzare i suoi fan.

  • Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''
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    Serena Grandi: "Mi hanno rovinato la vita, mia grande bellezza è svanita''

    (di Alisa Toaff) "Mi hanno rovinato la vita, la mia grande bellezza è svanita''. Serena Grani ospite oggi a 'I Fatti Vostri' torna a parlare del suo tumore al seno. E rivela: "Volevo fare e ho fatto un intervento estetico alla pancia perché dopo una gravidanza importante volevo sistemarla un po' -ha detto l'attrice- poi hanno deciso di fare un lifting al seno ritardando così la diagnosi perché quando hanno aperto non c'era un fiore ma un carcinoma di 5 centimetri di cui non sapevo nulla. "Erano loro che dovevano saperlo e vederlo non io -ha detto la Grandi- io faccio l’attrice. Nonostante la mia prevenzione, faccio esami ogni anno, non era apparso questo problema e così ho deciso di affidarmi all'avvocato Bruno Sgromo per tutelarmi e ne sono felice''. L'ex regina della commedia sexy degli anni Ottanta e Novanta spiega poi che chi le ha fatto l’intervento al seno che era ''un po' sceso'', ha sottolineato, ha aperto e richiuso ma ''il grasso non scendeva perché c’era il carcinoma che spingeva su''."C'è stata una mancata diagnosi con un ritardo di undici mesi - spiega il legale all'Adnkronos - Lei è andata è andata a fare un intervento di chirurgia estetica che incideva su 5 siti chirurgici ma non hanno fatto degli accertamenti diagnostici preoperatori che solitamente vanno fatti in queste situazioni. Se li avessero fatti si sarebbero accorti che aveva una massa tumorale. L'ha scoperto (Serena Grandi, ndr) undici mesi dopo quando si è recata all'ospedale a Sant'Arcangelo di Romagna a fare un controllo e le dissero che aveva una tumefazione, peraltro al terzo stadio''.  All'ospedale, prosegue il legale, ''sono immediatamente intervenuti, hanno asportato il seno con un intervento molto invasivo: asportazione totale della mammella fino alle ghiandole ascellari. Ora si spera che abbia risolto perché c'è sempre il pericolo di una recidiva''. Da un punto di vista legale "andremo a richiedere il risarcimento del danno che è stato valutato biologico, poi c'è il danno psichico, la perdita di capacità lavorativa generica e il danno estetico che incide tanto per chi lavora nel mondo dello spettacolo''. ''A breve depositeremo gli atti, sono state fatte varie relazioni, ha partecipato un medico legale, un chirurgo, più medici specialisti perché abbiamo voluto fare le cose per bene. La denuncia penale la Grandi non l'ha voluta fare quindi abbiamo chiesto il risarcimento dei danni'', tiene a precisare l'avvocato della Grandi.

  • E' morto Marcello Abbado, compositore e pianista
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    E' morto Marcello Abbado, compositore e pianista

    Il compositore, pianista e docente Marcello Abbado, figura di spicco del mondo musicale, fratello maggiore del direttore d'orchestra Claudio (1933-2014), è morto la scorsa notte nella sua casa di Stresa. Aveva 93 anni. Ha diretto il Conservatorio di Musica 'Giuseppe Nicolini' di Piacenza (1958-66), quindi il Conservatorio 'Gioachino Rossini' di Pesaro (1966-72) e il Conservatorio 'Giuseppe Verdi' di Milano (1972-96). Nel 1993 ha formato insieme con Vladimir Delman l'Orchestra Sinfonica di Milano 'Giuseppe Verdi', di cui è stato il direttore artistico dal 1993 al 1996. Negli Stati Uniti Marcello Abbado faceva parte del Texas Piano Institute ed era l’unico pianista italiano membro d’onore della Japan Piano Teachers Association di Tokyo.  Nato a Milano il 7 ottobre 1926 da una famiglia di musicisti, Marcello Abbado inizia la sua formazione accademica presso il Conservatorio della sua città, diplomandosi in pianoforte nel 1944 con i maestri Gianandrea Gavazzeni e Renzo Lorenzoni, e in composizione nel 1947 con Giulio Cesare Paribèni e Giorgio Federico Ghedini. Nella seconda metà degli anni '40 avvia una lunga carriera concertistica esibendosi al Teatro alla Scala, alla Salle Gaveau di Parigi, al Musikverein di Vienna, all’Accademia Liszt di Budapest, al Conservatorio Tchaikovskij di Mosca, al Teatro Coliseo di Buenos Aires e nelle più importanti sale da concerto di Londra, Montreal, New York, Pechino, Rio de Janeiro e Tokyo.  Nella sua carriera ha collaborato con grandi musicisti, come il compositore Paul Hindemith e i direttori d'orchestra Wolfgang Sawallisch e Guido Cantelli. Ha lavorato molto intensamente con la Filarmonica di Vienna, con la quale ha suonato e diretto tutti i 27 concerti per piano di Mozart. Marcello Abbado è stato anche presidente e membro di giurie di concorsi internazionali di canto, composizione, direzione d’orchestra, musica da camera, violino e pianoforte e, per molti anni, a partire dal 1981, è stato nella giuria del prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Van Cliburn.  Marcello Abbado ha insegnato composizione per dodici anni nei Conservatori di Bologna, Parma e Piacenza, dove viene nominato anche direttore, e per sei anni ricopre l’incarico di direttore del Conservatorio di Pesaro. Nel 1973 diventa direttore del Conservatorio di Milano, mantenendo l’incarico fino 1996. Negli stessi anni è stato consigliere d’amministrazione del Teatro alla Scala di Milano. Nel 1993 ha fondato, con Vladimir Delman, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, di cui è stato direttore artistico fino al 1996.  Come compositore, Abbado si è cimentato in vari generi musicali. Il suo catalogo comprende, infatti, composizioni per orchestra, da camera, musiche di scena. Tra i lavori pubblicati con Ricordi ricordiamo Costruzioni per 5 piccole orchestre (1963), Doppio concerto per violino, pianoforte e doppia orchestra da camera (1965), Fasce sonore per due pianoforti e orchestra da camera (1973), Riverberazioni per flauto, oboe, fagotto e pianoforte (1965) e Costruzioni…e ricostruzioni per orchestra (2007).

  • 'Ndrangheta, indagato l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi
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    'Ndrangheta, indagato l'ex sindaco di Verona Flavio Tosi

    Tosi risulta tra gli indagati nell'inchiesta della Dda di Venezia che ha portato a 26 misure cautelari, tra le quali 23 arresti, a carico di un'associazione criminale riconducibile alla cosca della 'ndrangheta degli Arena-Nicosia di Isola Capo Rizzuto

  • Ricordando Ylenia Al Bano ha pianto in diretta tv
    Spettacolo
    notizie.it

    Ricordando Ylenia Al Bano ha pianto in diretta tv

    La scomparsa di Ylenia Carrisi è una ferita ancora aperta per Al Bano, che in tv non è riuscito a trattenere le sue lacrime.

  • Politica
    AGI

    ArcelorMittal chiede una nuova Cig per oltre 8.000 lavoratori di Taranto

    AGI - Si complica (e si inasprisce) la situazione di ArcelorMittal, la fabbrica dell'acciaio che a Taranto ha lo stabilimento più grande d'Europa. A poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale da parte dell'azienda al Governo (è atteso entro la settimana e si annuncia, secondo le preoccupazioni sindacali, come piano di tagli e di ridimensionamenti), ArcelorMittal ha chiesto ai sindacati nuova cassa integrazione.A decorrere dal 6 luglio, dice l'azienda in una lettera alle sigle metalmeccaniche, per "un periodo presumibile di 9 settimane" che "potrà interessare sino ad un massimo di 8.157dipendenti, distinti tra quadri, impiegati e operai, che costituiscono l'intero organico aziendale". Gli ultimi difficili mesiIl siderurgico di Taranto non è affatto nuovo alla cassa integrazione. C'è già stata quella ordinaria da luglio 2019 (ArcelorMittal si è insediata nella gestione a novembre 2018). Chiesta per un massimo di 1200 addetti, in realtà è stata usata per 7/800 dipendenti. Poi, da fine marzo, è scattata la cassa integrazione Covid. Chiesta per circa 8100 dipendenti, è stata utilizzata per oltre 3mila.Adesso è in corso, dall'1 giugno,una seconda fase di cassa Covid. è stata chiesta sempre per 8100 e durerà 5 settimane. Quando terminerà, si attaccherà con la cassa integrazione ordinaria chiesta oggi per tornare poi a settembre all'ultima tranche di cassa Covid.Tra i motivi addotti dall'azienda per la nuova cig, l'emergenza Covid 19 "ancora in atto in tutto il territorio nazionale ed internazionale, i cui effetti continuano ad avere riflessi in termini di calo di commesse e ritiro degli ordini prodotti" e "il parziale blocco delle attività produttive, manifatturiere, distributive e commerciali". Molto dure le posizioni dei sindacati Intanto, domani a Taranto la Fim Cisl ha indetto 24 ore di sciopero ai due sporgenti portuali est ed ovest del siderurgico (perchè ArcelorMittal non ha ridotto la cassa integrazione) e l'8, 9 e 10 giugno c'è in fabbrica l'ispezione dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria, che rappresentano la proprietà e il Governo, allertati ieri dai sindacati su "una situazione che è ormai allo sbando".L'ispezione è quella che doveva svolgersi l'1 giugno. Pur preannunciata dai commissari con anticipo, saltò perchè ArcelorMittal era indisponibile causa ponte festivo del 2 giugno. "ArcelorMittal continua percorrendo solo la strada degli ammortizzatori sociali. Va senso unico e non va assolutamente bene" dichiara Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl, sollecitando l'intervento del Governo. Antonio Talò, segretario Uilm, dichiara ad AGI che "i segnali che arrivano da ArcelorMittal restano fortemente negativi e io ribadisco quanto ho già detto mesi fa: basta, discorso chiuso, ArcelorMittal va accompagnata alla porta".Infine, Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil, afferma ad AGI che "è una vergogna la richiesta di cassa integrazione ordinaria di ArcelorMittal per oltre 8mila persone a Taranto. Una lettera che è solo un copia incolla delle precedenti lettere. Quest'azienda ci prende per i fondelli, crede di poter fare quello che vuole e quando vuole".

  • Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine
    Scienza
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    Meteo, Italia nella morsa di temporali e grandine

    Nei prossimi giorni un vortice ciclonico in discesa dal Nord Europa invierà una serie di fronti perturbati che inseriranno l’Italia in un lungo periodo di instabilità. La fase di maltempo più intensa è attesa tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno. Il team del sito www.iLMeteo.it avverte che giovedì 4 una violenta perturbazione atlantica determinerà una forte fase perturbata sulle regioni del Nord e in estensione a quelle del Centro entro venerdì.  Rovesci, temporali e grandinate (anche di notevoli dimensioni) si accaniranno soprattutto su Liguria centro-orientale, Lombardia e Triveneto. Su queste regioni sono attesi anche dei nubifragi. Entro sera il maltempo si porterà sulla Toscana e in nottata scenderà su Lazio, Campania e resto del Sud. Venerdì la perturbazione scaricherà il suo quantitativo di pioggia su Lazio, Campania, Calabria e Basilicata; anche su queste regioni le precipitazioni potranno assumere carattere di nubifragio, come a Roma e Napoli. Il tempo sarà instabile anche nel weekend. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che sia sabato sia domenica altri fronti instabili punteranno le regioni settentrionali con temporali che scoppieranno soprattutto durante le ore pomeridiane e preserali. Al Centro-Sud invece l’aumento della pressione garantirà due giornate più soleggiate. In tutta questa fase le temperature saranno decisamente più fresche dove sarà piovoso (valori massimi sotto i 20°C) e miti dove ci sarà più sole (valori massimi non superiori ai 23-25°C).

  • Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"
    Salute
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    Brusaferro: "No a riuso e ricondizionamento mascherine chirurgiche"

    "Per le mascherine chirurgiche non è consigliato il riutilizzo e neppure il ricondizionamento mentre può essere preso in considerazione l’uso prolungato". Lo ha precisato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), in audizione alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, riferendo della gestione dei rifiuti legata all’emergenza Covid-19 e sottolineando che "l’ Istituto superiore di sanità ha operato ed opera per promuovere un uso appropriato delle mascherine chirurgiche è rimane disponibile a fornire il suo contributo con campagne di sensibilizzazione alla cittadinanza. Lo slogan potrebbe essere: scegliere la mascherina appropriata per l'uso più appropriato". "Nel caso delle mascherine chirurgiche, l’orientamento è quello di considerare le attuali mascherine, prodotte con materiali diversi difficilmente sanificabili, come non lavabili e non riutilizzabili", ha ricordato. "In particolari situazioni - ha aggiunto Brusafetto - può essere necessario prendere in considerazione l’utilizzo prolungato delle mascherine chirurgiche per lo stesso utilizzatore, in quanto sembra mantengano una efficacia per un periodo di tempo che varia dalle 2 alle 6 ore".  "In merito alla possibilità di ricondizionare i dispositivi monouso (mascherine chirurgiche) per il loro riutilizzo, sono stati proposti alcuni sistemi di bonifica basati sull’utilizzo del calore secco - ha ricordato Brusaferro - che pur dimostrando l’efficacia nei confronti di alcuni virus e superando i test di performance (fit test e filtration test- maschere Ffr), presentano elementi di incertezza che necessitano ulteriori approfondimenti". Mentre sulla possibilità del lavaggio e della sanificazione da parte dell’utilizzatore "le procedure applicate non standardizzate non consentirebbero di verificarne il mantenimento delle caratteristiche di sicurezza e di performance iniziali con possibili rischi per l’utilizzatore stesso", ha chiarito il presidente dell'Iss. "Le maschere di Tipo I, come specificato nella stessa norma, dovrebbero essere utilizzate solo da pazienti e da popolazione per ridurre il rischio di diffusione dell’infezione in caso di epidemia o pandemia e non sono destinate ad essere utilizzate da operatori sanitari tantomeno in sala operatoria o in strutture ospedaliere con requisiti assimilabili - ha ribadito Brusaferro - Le maschere di Tipo II, hanno lo scopo di evitare che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi con la duplice funzione di ridurre il passaggio di saliva e particelle respiratorie verso gli altri e, al contempo, proteggere da eventuali schizzi di sangue e altri materiali potenzialmente infetti, la pelle, la bocca o il naso di chi le indossa. Come specifica la stessa norma UNI EN 14683, è un “dispositivo medico che copre la bocca e il naso fornendo una barriera per ridurre al minimo la trasmissione diretta di agenti infettivi tra il personale e il paziente”. "I materiali più utilizzati per la produzione delle mascherine attualmente sono tessuti non-tessuti (Tnt) fabbricati per coesionatura di filamenti continui di Polipropilene o Poliesteri. I risultati migliori si ottengono associando più strati sovrapposti di Tnt per sfruttare le prerogative filtranti dei filamenti più fini disposti nello strato interno, associate alle proprietà strutturali dei filamenti degli strati esterni del sandwich - ha aggiunto il presidente dell'Iss - Dal punto di vista strutturale, possono essere o meno idrorepellenti e non perfettamente aderenti al viso di chi le indossa. Sono ideate per essere monouso e si deteriorano con l’uso prolungato, se esposte all’umidità o ai sistemi standard di disinfezione (ad esempio chimici, calore, radiazioni) e inoltre, se visibilmente sporche, possono rendere difficoltoso il respiro. Pertanto, ad oggi, sulla base dei diversi materiali impiegati per lo strato filtrante, per gli elementi strutturali e per gli accessori, non è consigliato né il riutilizzo e neppure il ricondizionamento (decontaminazione per il riutilizzo) a causa della rapida degradazione già in fase d’impiego, mentre il riciclo risulta estremamente difficoltoso". "Il Robert Koch Institut della Germania non consiglia il riutilizzo delle mascherine chirurgiche monouso, poiché il riutilizzo richiede un ricondizionamento e una manipolazione in condizioni di sicurezza che se non correttamente eseguiti potrebbero aumentare il rischio di infezione - ha concluso Brusaferro - La stessa norma Uni 14683:2019 non fa alcun riferimento alla riutilizzabilità delle mascherine chirurgiche dopo l’uso né ad eventuali pratiche di pulizia-disinfezione, piuttosto, sottolinea che la mascherina chirurgica può inumidirsi facilmente con conseguente diminuzione dell’efficacia filtrante".

  • Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua
    Salute
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    Le regole in spiaggia: distanza anche in acqua

    Un metro di distanza anche in acqua, mascherine a portata di mano e niente feste. Sono le regole che l'Istituto superiore di sanità (Iss) detta per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19.  Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.  NORME AMBIENTALI - Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione. INDICAZIONI PER STABILIMENTI E BAGNANTI - Viene raccomandato di: prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale; garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale; pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio. SPIAGGE LIBERE- L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.  INDICAZIONI PER TUTTI - Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

  • Coronavirus divide l'Italia in tre
    Salute
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    Coronavirus divide l'Italia in tre

    'Tre Italie' alle prese con Covid-19. A confermarlo è il secondo Rapporto prodotto dall'Istituto nazionale di statistica (Istat) e dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che presenta un'analisi della mortalità totale e dei soggetti positivi al Covid-19 deceduti nel mese di aprile 2020 e un aggiornamento delle analisi relative al periodo gennaio-marzo. Ebbene, in Italia dall'inizio dell'epidemia (20 febbraio) fino al 25 maggio (data di aggiornamento della base dati per il rapporto) sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza integrato 227.719 casi positivi di Covid-19 diagnosticati dai Laboratori di riferimento regionale, di cui 209.013 fino al 30 aprile. Il numero di casi di Covid-19 segnalati in Italia raggiunge il massimo nel mese di marzo, pari a 113.011, e diminuisce dal mese di aprile (94.257) e ancora più marcatamente nel mese di maggio (18.706). Come già evidenziato, "la diffusione geografica dell'epidemia di Covid-19 è eterogenea e per questo motivo le Province italiane sono state suddivise in tre classi sulla base della distribuzione dei tassi standardizzati di incidenza cumulati al 30 aprile. In particolare, la distribuzione dei tassi standardizzati è stata divisa nelle seguenti tre classi: la prima, definita a diffusione 'bassa', comprende le province con valori del tasso inferiore a 60 casi per 100mila residenti (34 province, principalmente Sud e Isole); la seconda, definita a diffusione 'media', comprende le province con valori del tasso tra i 60 e i 150 casi per 100mila residenti (32 province, in gran parte Italia Centrale); la terza classe, a diffusione 'alta', include le province con valori superiori ai 150 casi per 100mila residenti (41, in gran parte dell'Italia settentrionale). La curva epidemica evidenzia un inizio anticipato dell'epidemia nelle aree ad alta incidenza, i casi segnalati raggiungono il picco il 20 marzo 2020 (4.367) per poi diminuire costantemente. Le aree a media e bassa incidenza raggiungono il picco successivamente a quelle con alta incidenza.  Si conferma l'eterogeneità nella diffusione geografica dell'epidemia, "che risulta molto contenuta nelle Regioni del Sud e nelle Isole, mediamente più elevata in quelle del Centro rispetto al Mezzogiorno e molto elevata nelle regioni del Nord". Considerando i casi e i decessi Covid-19, il 75% dei casi segnalati e l'82% dei decessi si trovano nelle province definite a diffusione alta, il 17% dei casi e il 13% dei morti in quelle a diffusione media e rispettivamente l'8% e il 5% nelle province a diffusione bassa.

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  • Scienza
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    Hubble ha viaggiato nel tempo a meno di un miliardo di anni dal Big Bang

    I nuovi risultati del telescopio spaziale Hubble della NASA / ESA suggeriscono che la formazione delle prime stelle e galassie nell'universo primordiale ebbe luogo prima di quanto si pensasse. La prima generazione di stelleUn team di ricercatori europei, guidato da Rachana Bhatawdekar dell'Agenzia spaziale europea (ESA), ha iniziato a studiare la prima generazione di stelle nell'universo primordiale. Conosciute come stelle della Popolazione III , queste stelle sono state forgiate dal materiale primordiale emerso dal Big Bang. Le stelle della popolazione III devono essere state realizzate esclusivamente con idrogeno, elio e litio, gli unici elementi che esistevano prima che i processi nei nuclei di queste stelle potessero creare elementi più pesanti, come ossigeno, azoto, carbonio e ferro.L'esplorazione delle primissime galassie rimane una sfida significativa nell'astronomia moderna. Non sappiamo quando o come si formarono le prime stelle e galassie nell'Universo. Queste domande possono essere affrontate con il telescopio spaziale Hubble attraverso osservazioni di imaging approfondite. Hubble consente agli astronomi di vedere l'Universo come era 500 milioni di anni dopo il Big Bang. Bhatawdekar e il suo team hanno esplorato l'Universo primordiale da circa 500 milioni a 1 miliardo di anni dopo il Big Bang studiando il cluster MACSJ0416 con il telescopio spaziale Hubble (con dati di supporto dello Spitzer Space Telescope della NASA e, a terra, del Very Large Telescopio dell'Osservatorio europeo meridionale- ESA). Sorprendentemente "non abbiamo trovato prove di queste stelle primordiali in questo intervallo di tempo cosmico", ha detto Bhatawdekar dei nuovi risultati. Le lenti di ingrandimento cosmicheIl risultato è stato ottenuto utilizzando Wide Field Camera 3 e Advanced Camera for Surveys dell'Hubble's Space Telescope , nell'ambito del programma Hubble Frontier Fields. Questo programma (che ha osservato sei ammassi di galassie distanti dal 2012 al 2017) ha prodotto le osservazioni più profonde mai fatte di ammassi di galassie e le galassie situate dietro di esse che sono state ingrandite dall'effetto di lente gravitazionale, rivelando così le galassie da 10 a 100 volte più deboli di qualsiasi altra osservata in precedenza . Le masse di ammassi di galassie in primo piano sono abbastanza grandi da piegare e ingrandire la luce dagli oggetti più distanti dietro di loro. Ciò consente a Hubble di utilizzare queste lenti d'ingrandimento cosmiche per studiare oggetti che vanno oltre le sue capacità operative nominali. Bhatawdekar e il suo team hanno sviluppato una nuova tecnica che rimuove la luce dalle galassie in primo piano che costituiscono queste lenti gravitazionali. Ciò ha permesso loro di scoprire galassie con masse inferiori rispetto a quelle mai osservate in precedenza con Hubble, a una distanza corrispondente a quando l'Universo aveva meno di un miliardo di anni.A questo punto nel tempo cosmico, la mancanza di prove per popolazioni stellari esotiche e l'identificazione di molte galassie a bassa massa sostiene il suggerimento che queste galassie sono i candidati più probabili per la reionizzazione dell'Universo. Questo periodo di reionizzazione nell'Universo primordiale è quando il mezzo intergalattico neutro è stato ionizzato dalle prime stelle e galassie. "Questi risultati hanno profonde conseguenze astrofisiche poiché dimostrano che le galassie devono essersi formate molto prima di quanto pensassimo", ha affermato Bhatawdekar. "Ciò supporta anche fortemente l'idea che le galassie a bassa massa / deboli nell'Universo primordiale sono responsabili della reionizzazione”.Questi risultati suggeriscono anche che la prima formazione di stelle e galassie si è verificata molto prima di quanto si possa sondare con il telescopio spaziale Hubble. Questo lascia un'entusiasmante area di ulteriori ricerche per l'imminente NASA / ESA / CSA James Webb Space Telescope della NASA - per studiare le prime galassie dell'Universo.(AGI)

  • Oms: "Le mascherine da sole non bastano"
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    Oms: "Le mascherine da sole non bastano"

    "Le mascherine da sole non bastano. Devono essere usate nell'ambito di una strategia complessiva contro il coronavirus". Lo ha detto la dottoressa Maria Kherkova dell'Oms sottolineando che "la maschera è fondamentale in situazioni in cui la distanza sociale non può essere rispettata". L'Agenzia dell'Onu ha annunciato a breve l'uscita di nuove linee guida sull'uso di questi dispositivi di protezione.

  • Lombardia, Pd: Fontana ritiri firma da lettera su frontalieri
    Politica
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    Subito audizioni con sindacati e presidente associazione Comuni