Tiri incrociati

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C’è un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che scrive su Repubblica una lettera dai toni critici verso la Lega e Matteo Salvini, che affronta “scenari futuribili” di crisi di Governo e costituzione di nuove maggioranze di Governo, assicurando che “non mi presterò a operazioni opache o ambigue”. C’è un vice premier, Matteo Salvini, che in un’intervista al Corriere della Sera, si domanda “cosa mai debba riferire Conte sulla Russia”, nega ogni addebito, ma ribadisce che alle attuali condizioni è difficile andare avanti: “Lo chiederò a Conte e Di Maio. Gli attacchi e gli insulti del Pd ci stanno, ma qui ogni giorno 2 o 3 esponenti dei 5 stelle si alzano e attaccano Salvini”. Se il Governo cade, prosegue il leghista, ”è una scelta dei 5 stelle”... ci sono da affrontare autonomia, riforma della giustizia e manovra e “con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto”. C’è un altro vice premier, Luigi Di Maio, che sempre sulle colonne del Corriere della Sera invece non vede litigi, ma “solo continui attacchi al Movimento 5 stelle... è un continuo e mi dispiace, ma se si fanno le cose per il Paese il Governo va avanti 4 anni”. E lancia una frecciata alla Lega: “hanno vinto le elezioni, ora sono loro prima degli altri a dover dimostrare qualcosa agli italiani”.

Tiri incrociati che segnalano una profonda distanza fra gli alleati e anche una crescente insofferenza personale dei tre leader di Governo. 

Nella sua lettera alla Repubblica, Giuseppe Conte critica apertamente la Lega per alcune recenti iniziative politiche che rischiano di danneggiare gli interessi italiani e l’azione di Governo. Nel dettaglio il riferimento è al voto contrario espresso a Strasburgo su Ursula Von der Leyen come presidente della Commissione Ue, designazione che Conte aveva sostenuto negoziando con l’Ue un portafoglio di peso come la Concorrenza nella nuova squadra. Il riferimento è all’incontro di Matteo Salvini con le parti...

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