Titolare di una società di animazione turistica avrebbe costretto il minore ad un “gioco erotico”

La Mobile della Polizia ha operato sul caso
La Mobile della Polizia ha operato sul caso

Ravenna, imprenditore violenta un 16enne che lavorava per lui e viene arrestato dopo uno scatto in avanti delle indagini e messo ai domiciliari. Quel 35enne milanese titolare di una società di animazione turistica avrebbe costretto il minore ad un “gioco erotico” fin quando la sua presunta vittima non lo aveva denunciato. La misura di cautela è stata emessa dal Gip Janos Barlotti del Tribunale di Ravenna su richiesta del Sostituto Cristina D’Aniello per presunti fatti-reato del giugno 2021 sul litorale ravennate.

Ravenna, imprenditore violenta 16enne

La polizia avrebbe appurato che il minore, in condizione di fragilità psicologica, “sarebbe stato soggiogato da quello che chiamava ‘capo’ e al quale a un certo punto aveva deciso di ribellarsi ritenendo che il ‘gioco’ erotico nel quale era stato coinvolto, si stesse ripetendo troppe volte”. Lo riporta il Resto del Carlino.

Perché l’arresto in un secondo momento

L’indagato non era stato sottoposto a misure di cautela afflittive ma solo a prescrizioni, solo che gli agenti della Squadra Mobile ravennate avevano scoperto che continuava a gestire l’attività, il che lo avrebbe messo a contatto di nuovo con soggetti minori nelle more di una verifica penale troppo delicata per consentigli interazioni di quel tipo prima dell’accertamento della verità giudiziaria. I media spiegano che il fascicolo ha in rubrica un secondo indagato, un 20enne con un ruolo che avrebbe partecipato ad uno dei tre episodi contestati, quando si sarebbe appartato in un bungalow assieme al minorenne e all’imprenditore.

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