Titolare 'Plaza Disco': "Anche noi vittime di furto, ho detto basta a eventi trap"

webinfo@adnkronos.com

“Abbiamo subito anche noi un colpo con lo spray al peperoncino due anni fa, poi abbiamo smesso di organizzare eventi con musica trap”. Lo racconta all’Adnkronos Domenico Zucchi, il titolare della discoteca 'Plaza Disco' a Roè Volciano, sul lago di Garda (Brescia).  

“In quel caso era un gruppo di ragazzi della città vicina - spiega Zucchi - li abbiamo individuati con le telecamere di video sorveglianza che sono un ottimo deterrente. Quella sera c’è stato il panico per qualche minuto, abbiamo azionato gli areatori, aperto le uscite di emergenza e poi l’evento è ripreso. Certo episodi di questo genere sono diffusi, ma insisto, le telecamere a circuito chiuso sono utilissime: se sanno che vengono ripresi e che non possono farla franca, ci pensano due volte prima di fare cose simili”. 

Il gruppo di sette giovani ritenuto dal gip del tribunale di Ancona come responsabile della strage di Corinaldo aveva puntato all’evento di ‘Sfera Ebbasta’. Secondo Zucchi “molti furti con lo spray avvengono agli eventi di musica trap perché attraggono un pubblico molto giovane e impreparato a fronteggiare offensive simili. Non è un fatto di genere musicale - rileva - ma è legato alla quantità di persone che attrae e all’età media molto bassa”.  

A parlare all’Adnkronos è anche Gigi Comelli, il proprietario della discoteca 'Le Rotonde di Garlasco' (Pavia): “Abbiamo subito quattro furti con lo spray al peperoncino nel giro di due anni, nel 2017 e ancora nel 2018. Poi hanno smesso. Per fortuna nell’ultimo anno la situazione è stata molto tranquilla”. Nella sua discoteca, stando a quanto riportato nell’ordinanza del gip del tribunale di Ancona, il 21 aprile scorso sarebbe stata accertata la presenza di quattro membri del gruppo criminale ritenuto responsabile della strage di Corinaldo.  

“Forse erano venuti a fare un sopralluogo, a studiare la situazione - minimizza Comelli - nell’ultimo anno non abbiamo avuto furti. Gli episodi che risalgono al 2017 e al 2018 ho sempre creduto che fossero stati opera di un gruppo che proveniva da Torino. E poi dopo quegli episodi siamo corsi ai ripari, abbiamo messo i metal detector, facciamo lasciare le borse all'ingresso. Insomma sul fronte della sicurezza fin dove possiamo arrivare arriviamo”.