Titolo 'Repubblica' su tavolo Consiglio disciplina giornalisti Lombardia

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Il caso del titolo di 'Repubblica' su Salvini, a quanto apprende l'Adnkronos, sarà sicuramente all'attenzione del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia che si riunirà i primi di febbraio. Il Consiglio, in genere, si muove sulla base di esposti e segnalazioni ma può anche agire autonomamente.  

VERNA - "Non posso non registrare che La Repubblica parla di attacco indecente per chi ha criticato il suo titolo e che Il Giornale titola 'La Repubblica dell'odio', usando gli stessi caratteri della testata del quotidiano romano. Io da lettore e da presidente dell'Ordine dei giornalisti posso dire, quindi, che non mi è piaciuto né il titolo de La Repubblica, né i pulpiti da cui vengono le prediche" dice all'Adnkronos il presidente dell'Ordine, Carlo Verna. "E credo che la comunità dei lettori non abbia bisogno di toni forti che peraltro sono tipici della campagna elettorale piuttosto che del servizio che noi giornalisti dobbiamo rendere ai cittadini". 

"Come ho avuto occasione di dire in Commissione Parlamentare di Vigilanza quando, parlando in generale del piano industriale della Rai, mi venne chiesto di esprimermi su un caso che riguardava il servizio pubblico (Fabio Sanfilippo, ndr), ricordo - sottolinea sempre Verna all'Adnkronos - come dal 2012 c'è un separato potere disciplinare rispetto alle funzioni a noi attribuite. E, quindi, un punto di equilibrio impone di avere rispetto per questo potere separato senza però lavarsi le mani di quello che riguarda il giornalismo nel suo complesso. In questo caso, dunque, mi sento di dire che si tratta di polemica politica mascherata da questione deontologica sulla quale potrà esprimersi il Consiglio di disciplina di Milano, dove è iscritto il direttore de 'La Repubblica', Carlo Verdelli, qualora lo ritenga o sia investito della questione. Chiunque, infatti, può investire l'Ordine dei giornalisti di un caso che ritiene di violazione deontologica".  

"Auspico - è l'augurio formulato dal presidente dell'Ordine - per il prosieguo di questa campagna elettorale (che vede al centro soprattutto l'Emilia Romagna e proprio per questo mi sono arrivate molte doglianze sul fatto che sia trascurata la Calabria come se lì non si votasse) che i comportamenti siano improntati a un senso di responsabilità che consenta di rappresentare tutte le posizioni politiche, perché la gente sia in grado di scegliere consapevolmente. Nel merito del titolo de La Repubblica - ribadisce - potrà esprimersi il Consiglio di disciplina".