Titolo V, Orlando: serve riforma, nel frattempo cabina di regia

Tor
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Roma, 7 nov. (askanews) - "Dopo la pandemia servirà una riforma per evitare lo scaricabarile tra poteri dello Stato, che getta discredito su tutte le istituzioni". Lo afferma Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, tornando a sottolineare necessità e urgenza di una riforma del Titolo V della Costituzione sulle materie appannaggio delle Regioni a cui metttere mano quando finalmente la pandemia sarà alle spalle. Nel frattempo, però, Orlando invoca un "patto di solidarietà tra governo, sindaci e governatori" per una tregua obbligata che realizzi sulla gestione dell'emergenza un'intesa forte da realizzarsi anche in Parlamento con le opposizioni, concretamente attuata attraverso "una commissione bipartisan e regole di ingaggio precise". "La pandemia - sottolinea Orlando- è uno stress test e ha messo in evidenza i limiti del nostro sistema istituzionale. Non si può pensare che di fronte a un nemico che aggredisce in modo simmetrico 20 sistemi regionali, ci siano 20 risposte diverse. Usiamo la metafora della guerra alvirus: non si è mai visto un Paese combattere la guerra con criteri federalisti,non ci può essere disallineamento se c'è un nemico comune.Va aperto un ragionamento sul Titolo V per il ripensamento della delega di alcune funzioni. Si ripropone il nodo di una clausola di supremazia dello Stato su alcuni temi ,la soluzione meno dolorosa,inserita nell'ipotesi diriforma del2016". Detto questo, "non si può oggi aprire un processo costituente, sul fronte costituzionale c'è tanta carne al fuoco e rischiamo di non portare a casa nulla. Ma si deve cominciare a fare una sorta di patto volontario tra le istituzioni. Quando si tratta di non perdere le risorse europee, alla fine si fa decidere il governo. Su energia, ambiente e infrastrutture. E sulla sanità intanto sarebbe importante che il governo esercitasse con più forza i poteri già previsti nell'ambito della legislazione concorrente. E voglio solo aggiungere una cosa: sarebbe giusto avere un po' di stile anche quando si cambia idea. Alcune Regioni che oggi lamentano misure tardive o insufficienti e denunciano una sottovalutazione da parte del governo, sono le stesse che lo contestavano perché non spingeva di più per l'apertura". Nel frattempo, a giudizio di Orlando, in Parlamento andrebbe realizzata "una commissione che rappresenti tutte le forze politiche,operativa e pluralista, che per autorevolezza dei componenti non sia sottoposta alla pressione della battaglia politica giornaliera: possono starci capigruppo ma non può essere la conferenza dei capigruppo, trovo difficile passare dalla lite sul calendario alla concordia sugli asset del Paese".