Tiziana Cantone, il corpo verrà riesumato: l'ordine della Procura di Napoli

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Tiziana Cantone corpo riesumato
Tiziana Cantone corpo riesumato

Svolta nelle indagini sulla morte di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni trovata morta in un’abitazione di Mugnano dopo la diffusione di alcuni suoi video privati: la Procura di Napoli Nord ha disposto la riesumazione del corpo per verificare se si sia trattato di suicidio, come originariamente ipotizzato, o di omicidio.

Tiziana Cantone: via libera alla riesumazione

A disporre l’atto è stato il sostituto procuratore Giovanni Corona nell’ambito delle indagini aperte di recente che ipotizzano il reato di omicidio contro ignoti. Gli investigatori, che all’epoca del ritrovamento del cadavere lavoravano su un fascicolo per istigazione al suicidio, ne hanno infatti aperto un altro con l’ipotesi di uccisione e di successiva messinscena dell’impiccagione. La riesumazione dovrebbe avvenire nella prima decade di giugno.

Tiziana Cantone, riesumazione: la storia

Nel 2016 Tiziana fu trovata senza vita nella casa di famiglia dopo che alcuni suoi video intimi erano diventati virali sul web. Fidanzata con un uomo più grande di lei di una decina d’anni, dal 2014 la donna intratteneva rapporti sessuali consensuali con altri uomini che vennero filmati in sei occasioni e diffusi da lei stessa via WhatsApp. In particolare un video caricato il 25 aprile 2015 su un portale di contenuti pornografici ebbe una grande eco mediatica tanto che ne scaturì anche un meme con scritta una sua battuta.

Questa cosa spinse Tiziana ad isolarsi e rinunciare al proprio impiego, rivolgendosi al contempo al tribunale di Aversa per chiedere la rimozione dei video da siti e motori di ricerca. Chiese inoltre di cambiare il proprio cognome in Tiziana Giglio (quello della madre). Nonostante la modifica e i vari trasferimenti in giro per l’Italia, la ricerca dell’anonimato della donna incontrò enormi difficoltà. Inoltre la causa legale intentata per ottenere il diritto all’oblio portò alla parziale rimozione dei video da numerosi siti web ma, per errori procedurali del proprio avvocato, la donna fu condannata a pagare più di 20 mila euro di spese legali.

Ormai in stato di depressione, la donna avrebbe più volte tentato il suicidio fino a quanto, il 13 settembre 2016, venne trovata impiccata nello scantinato della casa di una zia a Mugnano di Napoli.

Tiziana Cantone, riesumazione: madre non ha mai creduto al suicidio

La madre, Maria Teresa Giglio, non ha mai creduto alla tesi del suicidio sostenendo invece che la figlia fosse stata uccisa. Aveva anche chiesto la riesumazione del corpo per effettuare l’autopsia che all’epoca, date le modalità del ritrovamento, non fu effettuata perché il caso venne archiviato come suicidio.

Dopo la chiusura del fascicolo per istigazione al suicidio, ora ne è stato aperto un altro con l’ipotesi di omicidio. Tra gli elementi raccolti vi sono le tracce di Dna sulla pashmina trovata stretta intorno al collo della ragazza che apparterrebbero a due uomini. Non è però possibile stabilire se siano state lasciate il giorno della morte, in precedenza o durante gli spostamenti del capo d’abbigliamento successivi alla tragedia.

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