Tiziano Ferro: "Victor non sapeva chi fossi. La proposta? Era il mio compleanno. Ho perso il controllo"

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Tiziano Ferro e il suo Victor Allen si sono sposati, due volte. Il matrimonio a Los Angeles è stato celebrato il 25 giugno, l’unione civile il 14 luglio a Sabaudia. A Vanity Fair il cantante racconta i retroscena della sua storia d’amore.

Tutto è nato a Las Vegas, quando Tiziano subito dopo aver finito di girare il video di “Valore assoluto” ha un’improvvisa voglia di un caffè di Starbucks. Nei corridoi degli studi della Warner Bros, dove lavorava Victor, i due si incrociano. “C’è uno Starbucks qui?”, chiede l’italiano. “No qui no, ma se proprio vuoi Starbucks, domani ci andiamo”, risponde il losangelino. Non andarono mai nella famosa catena di caffè statunitense, alla fine presero il caffè da Coffee Bean, ma poisi sono fermati anche a cena:

″È stato alla fine di quella cena che ho saputo tutto. Volevamo pagare tutti e due, io gli ho toccato il braccio per allontanarlo dal conto, ci siamo guardati, lui ha sorriso e, come a volte mi succede, le cose mi sono apparse in tutta la loro evidente chiarezza. Peccato che due giorni dopo io dovessi tornare in Italia: l’ho fatto, ma avevo il magone. Dopo 10 giorni ero di nuovo lì”

E pensare che Victor non sapeva nemmeno chi fosse:

“Una sera - a un mese da quel caffè - mi ha detto che voleva sentire qualcosa di mio. Ho aperto iTunes e lui si è stupito: “Ah sei su iTunes?”. Allora ho pensato: be’, adesso ti faccio vedere io. E ho sparato un “Sere nere” a San Siro. Lui è rimasto molto colpito perché a LA tutti quelli che incontri muoiono dalla voglia di raccontarti che hanno fatto le comparse di spalle in uno spot, si uccidono per dirti che hanno suonato un campanellino nella quattordicesima traccia di un disco di qualcuno semi famoso. Tutto questo mio understatement l’ha molto intenerito” 

La proposta di matrimonio ha come fulcro ancora una volta il caffè, come a chiudere un cerchio. Il giorno del compleanno di Tiziano, lo statunitense gli chiede di preparare il “novio...

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