Todi, Cgil e Anpi contro festival Città del libro. Organizzatori: "Che c'entra l'antifascismo?"

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Todi, 8 giu. (Adnkronos) – "Cgil, Anpi e altre sigle locali (tra cui associazioni femministe) avrebbero indetto una manifestazione dal titolo 'Todi città dell’antifascismo' per giovedì 17 alle 17 proprio in piazza del Popolo. Piazza che, come è noto da mesi, ospiterà il nostro festival letterario. La scelta della location dunque ci lascia perplessi. Almeno quanto il titolo della manifestazione, che fa il verso a quello – sensato e pertinente – della nostra kermesse culturale". Così in una nota l’associazione culturale Castelli di Carta, che organizza il Festival letterario Todi Città del Libro, a Todi dal 17 al 20 giugno.

"Se andiamo a leggere le motivazioni addotte da chi vorrebbe fare questa manifestazione di protesta contro un festival letterario – compiendo un suicidio politico pubblico collettivo scopriamo – aggiunge Castelli di Carta – che 'le associazioni e la Cgil, che ogni giorno si battono per il rispetto dei principi costituzionali e dei diritti umani, non ci stanno e chiamano in piazza gli antifascisti e le antifasciste dell’Umbria. Giovedì 17 giugno, alle ore 17 è convocato un presidio in piazza del Popolo a Todi, per ribadire a gran voce che le Istituzioni devono rispettare la Costituzione alla quale prestano giuramento, quella Costituzione nata dalla resistenza e fondata sull’antifascismo'. Sì, lo sappiamo: già tante volte abbiamo letto di questa fantomatica 'Costituzione fondata sull’antifascismo', che esiste soltanto nelle menti degli antifascisti. Ma il punto è un altro: cosa c’entra tutto questo con il nostro festival? Perché scomodare gli antifascisti e le antifasciste dell’Umbria? Forse che un evento che viola la Costituzione e calpesta le Istituzioni possa in qualche modo ricevere il patrocinio di Regione Umbria e Comune di Todi? Noi per primi escludiamo che sia possibile. E infatti così non è: il nostro festival è una festa della cultura, dei libri e di chi verrà a trovarci. La guerra civile e il 25 aprile, dunque, non c’entrano niente".

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