A Tokyo 2020 “non c’è modo di avere zero casi positivi in arrivo”

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Roma, 28 giu. (askanews) – Mancano poche settimane all’inizio dell’Olimpiadi e crescono i timori per possibili contagi tra gli atleti provenienti da ogni parte del mondo. Lo stesso presidente del Comitato Olimpico giapponese Yasuhiro Yamashita ha espresso preoccupazioni, assicurando però che saranno rafforzate le procedure di screening e i controlli, in particolare negli aeroporti.

“Non importa quali misure vengono messe in atto – ha detto – non c’è modo di avere zero casi positivi in arrivo. Per esempio, durante i campionati del mondo di Judo 2021 che si sono tenuti in Ungheria nel mese di giugno, ho sentito che tre persone sono state trovate positive all’aeroporto. E’ importante fermare i casi positivi alla frontiera”.

Yamashita ha inoltre sottolineato: “Qualunque cosa accada, vogliamo che tu garantisca delle Olimpiadi sicure e protette e che si tengano a Tokyo’, questa è la forte richiesta che mi arriva dalle persone di tutto il mondo, la loro speranza, specialmente dai Comitati Olimpici Nazionali che si stanno occupando dei loro atleti. Sento che, anche se ci sono restrizioni che sembrano quasi impossibili, sono disposti ad accettarle”.

Gli atleti devono firmare un impegno scritto promettendo di rispettare le regole antivirus a Tokyo, tra cui stare lontano da zone turistiche, negozi e bar, limitando il contatto con altre persone e non utilizzando i trasporti pubblici.

Nonostante il rigido protocollo si pensa però che questi Giochi di Tokyo 2020 possano lasciare un’eredità significativa: “In futuro, perché le Olimpiadi sopravvivano, credo che si dovrà cambiare l’abitudine di avere un evento stravagante e costoso. Questo è qualcosa che deve cambiare da qui in avanti. Spero che i Giochi di Tokyo diventino un punto di svolta” ha detto Yamashita.

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