Tokyo 2020, presidente Sudcorea cancella presenza

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Image from askanews web site
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Tokyo, 19 lug. (askanews) - Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha deciso di rinunciare a presenziare all'inaugurazione dei Giochi olimpici di Tokyo, perché i colloqui diplomatici non sono riusciti a trovare una composizione delle annose vertenze storiche che avvelenano i rapporti tra Giappone e Corea del Sud.

La Casa blu, sede della presidenza sudcoreana, ha annunciato oggi la cancellazione del viaggio e del previsto summit con il primo ministro giapponese Yoshihide Suga. "L'abbiamo deciso perché non siamo riusciti a trovare un vantaggio nel summit, sebbene i colloqui preliminari abbiano goduto di un'atmosfera positiva e consentito di avvicinarci considerevolmente", ha spiegato in una dichiarazione il portavoce del presidente sudcoreano Park Su-hyun.

I rapporti tra Giappone e Sudcorea, entrambi alleati regionali degli Stati uniti, sono scadenti. Seoul continua a chiedere risarcimenti e scuse più forti per la vicenda delle cosiddette donne di conforto, cioè le donne per lo più coreane che erano utilizzate come schiave sessuali nei bordelli militari dell'Armata imperiale nipponica fino alla conclusione della Seconda guerra mondiale, e per l'utilizzo di lavoro forzato nel periodo coloniale. Tokyo sostiene che le questioni sono state ormai regolate sulla base della normalizzazione dei rapporti e di seguenti intese tra i due paesi.

La dialettica piuttosto accesa a livello politico e diplomatico è accompagnata da un senso di sospetto e talvolta di aperta ostilità delle opinioni pubbliche dei due paesi. Anche durante l'avvicinamento a questi Giochi olimpici questi sentimenti si sono manifestati. Per esempio, gli atleti e la delegazione sudcoreana per le Olimpiadi ha deciso di mangiare esclusivamente proprio cibo, nel timore che fosse servito loro cibo della prefettura di Fukushima, dove nel 2011 è avvenuto il secondo incidente nucleare per gravità, dopo Cernobyl. Sono stati inviati in Giappone 14 cuochi e centinaia di pasti giornalieri. Ha inoltre deciso di effettuare misurazioni della radioattività degli ingredienti che verranno forniti.

Inoltre la delegazione sudcoreana ha esposto all'esterno degli appartamenti che ospitano atleti e tecnici un cartello che celebra una figura storica che fu ostile alla colonizzazione nipponica. Il cartello è stato poi rimosso, perché violava il principio dell'apoliticità dei Giochi.

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