Tokyo provoca la Cina su Taiwan, scivolone diplomatico che può destabilizzare l'Asia

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Japan's finance minister and deputy prime minister Taro Aso delivers a speech during a press conference at the Prime Minister's office in Tokyo on September 16, 2020. - Japan's parliament votes on September 16 for the country's next prime minister, with powerful cabinet secretary Yoshihide Suga all but assured the top job, as Shinzo Abe ends his record-breaking tenure. (Photo by Charly TRIBALLEAU / AFP) (Photo by CHARLY TRIBALLEAU/AFP via Getty Images) (Photo: CHARLY TRIBALLEAU via Getty Images)
Japan's finance minister and deputy prime minister Taro Aso delivers a speech during a press conference at the Prime Minister's office in Tokyo on September 16, 2020. - Japan's parliament votes on September 16 for the country's next prime minister, with powerful cabinet secretary Yoshihide Suga all but assured the top job, as Shinzo Abe ends his record-breaking tenure. (Photo by Charly TRIBALLEAU / AFP) (Photo by CHARLY TRIBALLEAU/AFP via Getty Images) (Photo: CHARLY TRIBALLEAU via Getty Images)

Con una fuga in avanti del tutto inaspettata, il Giappone è intervenuto a gamba tesa sulla “crisi permanente” tra Taiwan e la Cina: “È uno stato democratico e indipendente, se Pechino proverà ad invaderlo, noi interverremo” ha dichiarato senza mezzi termini il vicepremier nipponico, Taro Aso. “Se la Cina provasse un’azione militare per annettere l’isola con la forza” ha ribadito, “il Giappone si schiererebbe a fianco degli Stati Uniti per difenderla”.

Parole incendiarie, pronunciate parlando a un evento per la raccolta di fondi per il suo partito a Tokyo, in cui Aso ha affermato che l’aggressione contro Taiwan potrebbe essere interpretata come una “minaccia alla sopravvivenza del Giappone” e portare allo spiegamento delle forze militari nipponiche per esercitare l’autodifesa collettiva, il termine utilizzato nella costituzione giapponese che limita le azioni delle forze armate, appunto, alla sola “autodifesa”. Aso ha poi aggiunto che “la situazione intorno all’isola autogovernata sta “diventando estremamente intensa” e che “se si verificasse un grave incidente che coinvolge Taiwan, il Giappone e gli Stati Uniti interverranno uniti per difendere l’isola”. Più tardi, Aso ha cercato di fare marcia indietro, dichiarando che “comunque il compito di risolvere eventuali crisi va affidato prima di tutto alle diplomazie dei Paesi coinvolti”, ma ormai le sue parole erano state riprese da tutte le agenzie di stampa internazionali, innescando in modo imprevisto la “miccia Taiwan”.

L’uscita “sopra le righe” del vicepremier giapponese – peraltro già noto internazionalmente per alcune sue clamorose gaffe – al di là della sostanza (il diritto di Taiwan all’autodeterminazione, la protesta nei confronti delle mire nazionalistiche di Pechino etc.) c...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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