Tokyo2020, le due facce di Tokyo: il Covid e i Giochi

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Image from askanews web site
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Tokyo, 29 lug. (askanews) - Ci sono due Tokyo, oggi. Da un lato la Tokyo olimpica immersa nelle gare e nelle imprese sportive, dall'altra una Tokyo preoccupata, stordita, alle prese con un'impennata di contagi da nuovo coronavirus che segnano ogni giorno un nuovo record.

I dati di oggi, visti con gli occhi dei giapponesi che per tutto il 2020 sono riusciti a contenere la pandemia in maniera brillante, sono pesanti. Per la prima volta l'Arcipelago registra un numero di nuovi contagi superiore a 10mila, precisamente 10.305, che supera ampiamente il precedente picco dell'8 gennaio (7.958). I decessi totali accertati sono 13.

A far rialzare decisamente la testa al virus è stata, come altrove nel mondo, la cosiddetta variante "delta" che, secondo una valutazione del governo, sta sostituendo rapidamente le precedenti versioni del virus e ha raggiunto un totale del 75 per cento della platea.

Il dato più pesante è ovviamente quello di Tokyo, con l'incremento record di contagi di 3.865 unità. Ieri erano stati comunicati 3.177 nuovi casi.

Si tratta di numeri che rischiano di mettere in sofferenza non solo l'efficiente sistema di tracciamento impostato dal governo nipponico, ma che già cominciano a mettere in crisi il sistema ospedaliero giapponese, soprattutto quello della capitale.

Rispetto allo scorso mese il numero di ricoveri per Covid è raddoppiato, arrivando a circa 3mila. Oggi la task force di monitoraggio dell coronavirus della capitale ha tenuto una riunione, presieduta dalla governatrice Yuriko Koike, nella quale ha ipotizzato che, se l'andamento del contagio procederà lungo questa curva, l'11 agosto il numero dei ricoverati supererà i 4.500 e questo potrebbe mettere in affanno la ricettività della sanità tokiese.

Il governo sta valutando di allargare lo stato d'emergenza proclamato per Tokyo anche alle prefetture di Chiba, Saitama, Kanagawa, che circondano la capitale e ospitano venue olimpiche, vista la progressione del virus. Ma, quando si parla di stato d'emergenza, non dobbiamo pensare a lockdown o provvedimenti vincolanti, che sarebbero illegali. Il governo suggerisce con una certa forza e insistenza ai locali di non servire alcol dopo le ore 20, alle aziende di utilizzare il più possibile il telelavoro, ai cittadini di evitare di uscire senza motivi validi o urgenze. Si tratta, appunto, di richieste, non di ordini e non ci sono sanzioni, che non siano morali.

L'altroieri il primo ministro Yoshihide Suga, alla stampa che gli chiedeva se a questo punto non fosse necessario fermare le Olimpiadi, ha risposto di no, perché il numero delle persone in giro sta diminuendo. Per quel che vale, la percezione è che non lo si sia ascoltato granché. Per le strade, nei centri commerciali, c'è circolazione. E una rilevazione fatta realizzare dal quotidiano Asahi shimbun, basato su dati aggregati delle geolocalizzazioni degli smartphone, mostra che nelle quattro ondate di contagio la propensione dei cittadini a soddisfare la richiesta del governo è sensibilmente calata e che, quindi, l'affermazione di Suga potrebbe essere azzardata. "La percezione del pericolo da parte del primo ministro è insufficiente", ha commentato il parlamentare del principale partito d'opposizione (Partito democratico costituzoonale) Jun Azumi.

Un consiglio del premier, in realtà, i giapponesi non possono non seguirlo: quello di guardare le Olimpiadi - che stanno andando bene per il Giappone, arrivato già a 15 medaglie d'oro - solo in televisione, visto che la gran parte delle sedi delle gare sono off-limits per il pubblico.

Per i giapponesi, insomma, la porta d'accesso all'altra Tokyo è al momento preclusa. In effetti all'interno del contesto olimpico sembra di stare in un altro mondo. E' pur vero che ci sono segni di porosità delle pareti della bolla, ma gli appartenenti al contesto olimpico sono monitorati con costanti test anti-Covid, vincoli che per i primi 14 giorni impediscono il più possibile i contatti con la popolazione. Ciononostante anche all'interno di questa seconda Tokyo i segni dell'epidemia ci sono. Oggi il dato di contagi accertati è il più alto dall'inizio del monitoraggio olimpico, cioè 24, tra i quali tre atleti. Ma la maggior parte sono addetti dell'organizzazione e contractor. Non risultano casi gravi, ma bisogna anche dire che la gran parte delle persone arrivate da tutto il mondo perché coinvolte a diverso titolo nelle Olimpiadi è vaccinata, sia attraverso i sistemi sanitari nazionali sia grazie a un accordo preventivo siglato dal Comitato internazionale olimpico e dalla Pfizer.

Le due Tokyo al momento comunicano poco, insomma. Ma a giorni migliaia di persone arrivate dall'estero per le Olimpiadi potranno uscire dalla "bolla" alla scadenza dei 14 giorni di quarantena alleviata stabilita per i Giochi. Se questo avrà un effetto sulle Olimpiadi, è tutto da vedere.

(Antonio Moscatello)

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