Tolti poteri all'Anac. Il Governo corre ai ripari: Rimedieremo

redazione web
Corruzione, i timori di Cantone: Sanità e appalti ancora a rischio

E' bufera sul ridimensionamento dei poteri dell'Anac e del presidente Raffaele Cantone. Il governo, secondo quanto si apprende, ha eliminato il comma 2 dell'articolo 211 del codice degli appalti, che prevedeva i cosiddetti poteri di raccomandazione. "Poteri - spiega il senatore Pd e relatore del codice degli appalti Stefano Esposito - che consentono all'Anac di intervenire di fronte ad anomalie che si riscontrano nei bandi di gara intervenendo direttamente sul dirigente responsabile dell'appalto". "Nel caso in cui il dirigente non recepisse c'è la sanzione amministrativa. E' uno strumento di prevenzione della corruzione. E naturalmente la sanzione è sempre impugnabile di fronte al giudice", continua Esposito, definendo la soppressione del comma "un fatto molto grave".

Gli fa eco il presidente del Pd Matteo Orfini, che su Twitter scrive: "Depotenziare l'Anac è un errore che sicuramente governo e parlamento correggeranno subito".

Palazzo Chigi corre subito ai ripari. Nel Governo, fanno sapere alcune fonti, non c'è alcuna volontà politica di ridimensionare i poteri dell'Anac. Il premier Paolo Gentiloni in missione a Washington è stato in contatto con Raffaele Cantone. Sul punto, assicurano le stesse fonti, sarà posto rimedio già in sede di conversione del decreto e in maniera inequivocabile.

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