Tommaso Claudi: "Questo è il mio posto, resto fin quando ce ne sarà bisogno"

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The work of the Italian consul in Kabul, Tommaso Claudi, who for days has been engaged in the evacuation of fellow citizens and Afghans from the country returned to the Taliban, does not stop, Kabul (Afghanistan), 23 August 2021. In some photos that have gone viral on social media, he can be seen while he helps a child, frightened by the crowd and in tears, to overcome a wall in the inner perimeter of the airport, where people are crowded waiting for a flight to escape. Bulletproof vest and helmet over the shoulder, Claudi lifts the child of the apparent age of 6-7, taking him from the arms of a man who hands it to him and thus taking him away from the crowd of waiting people - including women and children - under the watchful gaze of a soldier. FARNESINA PRESS OFFICE +++ ANSA  (Photo: FARNESINA PRESS OFFICE ANSA)
The work of the Italian consul in Kabul, Tommaso Claudi, who for days has been engaged in the evacuation of fellow citizens and Afghans from the country returned to the Taliban, does not stop, Kabul (Afghanistan), 23 August 2021. In some photos that have gone viral on social media, he can be seen while he helps a child, frightened by the crowd and in tears, to overcome a wall in the inner perimeter of the airport, where people are crowded waiting for a flight to escape. Bulletproof vest and helmet over the shoulder, Claudi lifts the child of the apparent age of 6-7, taking him from the arms of a man who hands it to him and thus taking him away from the crowd of waiting people - including women and children - under the watchful gaze of a soldier. FARNESINA PRESS OFFICE +++ ANSA (Photo: FARNESINA PRESS OFFICE ANSA)

L’immagine che lo vede su un muretto mentre tira su dalla fogna di Abby Gate, l’ingresso dell’aeroporto di Kabul, ha fatto il giro del mondo. Tommaso Claudi è un funzionario di ambasciata che ha ricevuto pubblici elogi per il suo impegno in Afghanistan, “c’è il mio ministero, c’è la Difesa, c’è l’intelligence. Io sono un piccolo ingranaggio del sistema. Non mi aspettavo tutto quel clamore” spiega in un’intervista a Repubblica, “il nostro unico lavoro era andare su quel muro per portare assistenza ai cittadini afghani in stato di necessità. Ecco, se devo dire che c’è un significato in quella fotografia, è quello della squadra”.

Claudi, laurea in lingue, specializzazione in russo medievale, voleva fare il linguista e poi ha vinto un concorso, un lavoro al Ministero, nell’ufficio che si occupa delle scuole italiane nel mondo. È in Afghanistan dal 2019 e non si pente della sua scelta di andare. “Questo è il mio lavoro. Questo è il mio posto: come ho detto sin dal principio, io resto qui fin quando ce ne sarà bisogno. Ma non di me. Ma del nostro Paese e, per la mia piccola parte, del mio lavoro. Oggi ho passato la mia giornata al gate perché è lì che dovevo essere. Certo, è un problema serio di ordine pubblico. Quelle foto, compresa quella scattata a me, sono drammatiche. Il nostro compito è di fare il possibile per gli afghani. Pensando sempre alla sicurezza del nostro personale”.

E il dopo? “Ora sono stato assegnato in Arabia Saudita. Non so quando mi sarà chiesto di andare, credo che prima dovremo finire qui il nostro lavoro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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