Tonino Zugarelli: "Il tennis mi ha dato tutto, è stato il mio riscatto"

Tonino Zugarelli:
Tonino Zugarelli: "Il tennis mi ha dato tutto, è stato il mio riscatto" (Photo by Franco Origlia/Getty Images)

"Il tennis mi ha dato tutto, è stato il mio riscatto". Sono le parole dell'ex campione italiano del tennis Tonino Zugarelli, intervistato da RaiNews in occasione degli Internazionali attualmente in corso a Roma. Insieme a Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Zugarelli vinse l'unica Coppa Davis conquistata dall'Italia nel 1976 in Cile. Proprio in onore di quella vittoria, è appena uscita la docuserie di Domenico Procacci "Una Squadra".

"Il regista Domenico Procacci ci ha dato giustizia. Quello che non abbiamo avuto 46 anni fa ce lo ha restituito lui con questo film che, da appassionato del tennis, ha voluto fare a tutti i costi, regalandoci una enorme gratificazione", racconta Zugarelli, 72 anni.

E facendo un confronto fra i tennisti di oggi e quelli di ieri, spiega: "Adesso esiste un’esasperazione del tennis. Le difficoltà per arrivare sono tantissime. Sembra un paradosso, ma è così. Giocare a livello professionistico è molto più difficile, selettivo, dietro ai giocatori c’è un business, un’azienda, una fabbrica che deve produrre. I tennisti hanno dietro una corte di persone che non lasciano nulla al caso. Ai miei tempi era tutto più spartano. La necessità ti spingeva a eccellere, dovevamo diventare bravi. Oggi, di fronte alla competizione sfrenata, tanti si fermano. Vedono Sinner e vogliono diventare come lui, ma quando si arriva nell’agonismo la maggior parte non ce la fa, lascia si rimette a studiare".

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"Il mio caso - continua - è quasi unico, io sono atipico. Sono entrato in un circolo di tennis a 12 anni, facevo il raccattapalle e portavo qualche soldino a casa per aiutare i miei. Ho preso la racchetta in mano per una delusione calcistica. C’è stata in me una rivalsa che mi ha portato a eccellere in questo sport e, alla fine, arrivai. Dovevo per forza vincere, a 20 anni ero fuori casa, poco dopo sposato con un figlio da mantenere. Ma la mia vera battaglia nella vita è stata quella di essere riconosciuto a livello sociale e, grazie al tennis, l’ho vinta".

E ancora: "Oggi si guadagna molto più di allora, ma non ho rimpianti nemmeno su questo: la vera ricchezza è la riconoscenza della gente per quanto abbiamo fatto. Solo il tennis me l'ha data. L’ho capito in ritardo e ho imparato ad amare il mio sport solo con il tempo. Ho capito che per me il tennis era tutto".

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