Toniolo: mons. Toso, cattolici imparino da sua capacita' progettuale

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 28 apr - Pioniere del pensiero

economico cattolico, ispiratore della Rerum Novarum di Leone

XIII e, per certi versi, precursore della Caritas in Veritate

di Benedetto XVI; ma, soprattutto, capace di portare una

'progettualita'' al mondo cattolico della sua epoca, qualcosa

che manca drammaticamente ai cattolici di oggi: mons. Mario

Toso, salesiano, segretario del Pontificio Consiglio

Giustizia e Pace, vede cosi' la figura del futuro beato

Giuseppe Toniolo. E in un'intervista con l'ASCA, si augura

che i politici cattolici dei giorni nostri possano prendere

esempio dall'economista e studioso della seconda meta'

dell'Ottocento che sara' elevato agli altari il prossimo 29

aprile.

''Quello che e' attuale di Toniolo per noi oggi e' la sua

attenzione a quella che oggi chiameremmo 'progettualita'' -

spiega l'arcivescovo che e' stato promotore, con il suo

dicastero, di un controverso e innovativo sul ruolo

dell'etica nell'economia globale, un altro dei punti-chiave

del pensiero di Toniolo. Nel 1894 cerco' di elaborare un

programma per i cattolici di fronte al socialismo''. Questa

sua capacita' di organizzare e guardare oltre la contingenza,

per mons. Toso, ''dovrebbe essere punto di riferimento

esempio anche per l'oggi'': C'e' una ''particolare situazione

politica - la sua analisi - in cui i politici dichiarano che

gli attuali partiti non sono riformabili o addirittura dicono

che dopo le prossime votazioni amministrative e quelle

politiche i partiti non saranno piu' quelli che sono ma

saranno trasformati''.

''Proprio di fronte a questa situazione - prosegue

l'arcivescovo vaticano - bisogna dire che c'e' bisogno di una

particolare capacita' progettuale: non basta dire che gli

attuali partiti sono in crisi, che stanno crollando. Bisogna

dire anche che cosa si fa allora se questi partiti non

riescono a proseguire il loro cammino''. Da questo punto di

vista, secondo mons. Toso, ''la tensione progettuale di

Toniolo per i suoi tempi e' qualcosa che deve essere

coltivato anche oggi''. ''Per non andare in contro a degli

imprevisti'', aggiunge, ma anche ''per non trovarsi

impreparati di fronte a degli appuntamenti storici molto

importanti per il bene comune del paese''.

Toniolo, ''di fronte a quelli che potevano essere i danni

provocati nella societa' dal socialismo di allora e dal

capitalismo di allora, riusci' ad indicare dei temi nuovi:

l'universalizzazione della proprieta' contadina, la

partecipazione da parte dei lavoratori agli utili delle

imprese, l'attivazione di un movimento sindacale cattolico,

la fondazione di associazioni solamente operaie per tutelare

i diritti dei lavoratori nei confronti dei datori di

lavoro''. In questo, il futuro beato ''si e' mostrato capace

di leggere la situazione, di analizzare a fondo i problemi e

di proporre soluzioni pionieristiche'', facendo leva

soprattutto sul fatto che ''il cristianesimo non e' un

qualcosa di anti-civile, anti-progresso, ma e' invece fonte

di progresso''.

Allora, come oggi, ci si trovava davanti ad una questione

sociale che era conseguenza di una questione culturale ed

etica. Per rispondere a questa situazione, Toniolo ''parti'

dal presupposto che il cristianesimo, con il suo genio di

tipo religioso e etico aveva molto da insegnare all'economia,

alla societa' e alla stessa politica''. Per mons. Toso, il

fondatore del movimento cattolico voleva ''costruire una

nuova cultura che superasse la cultura della modernita'

includendo, anzi ponendo come elemento fondamentale, la

tensione alla trascendenza. Suo proposito era quello di

elaborare una nuova cultura che invece di escludere la

religione la consideri fulcro di civilta'''. E in questo

progetto, la Chiesa non diventava qualcosa di marginale nella

modernita' ma una ''fucina di nuovo pensiero e di nuova

progettualita'''.

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