Torino, a Camera arriva Man Ray con le sue muse artiste

Prs

Torino, 16 ott. (askanews) - "E' una mostra di intrecci, che mette in luce non solo la figura di Man Ray, ma valorizza le sue muse che a loro volta sono diventate artiste". E' "Wo|man Ray - Le seduzioni della fotografia", la mostra che Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino, dedica a Man Ray da domani fino al 19 gennaio 2020 a Torino, nelle parole del dierttore Walter Guadagnini.

In mostra duecento scatti realizzati da uno dei protagonisti del dadaismo e del surrealismo, tra cui opere leggendarie come "Le violon d'Ingres" (1924) e "Noire et Blanche" (1926). Artiste, modelle, amiche e compagne: al centro della mostra ci sonole muse di Man Ray: Lee Miller, Berenice Abbott e Dora Maar. E naturalmente Juliet, l'ultima moglie a cui e' dedicato 'The Fifty Faces of Juliet'. "Il tema principale è il rapporto ta Man Ray e l'universo femminile, un tema canonico. Ciò che non era mai stato messo in luce prima di questa esposizione è che molte delle sue modelle, come Lee Miller, Berenice Abbott e Dora Marr sono state sue assistenti e in seguito loro stesse delle artiste", ha spiegato Guadagnini, che ha curato la mostra insieme a Giangavino Pazzola.

In mostra anche alcuni ritratti firmati da Berenice Abbott, davanti al cui obiettivo sono passati James Joyce, Jean Cocteau e André Gide. Tra le autrici in mostra anche Lee Miller, bellissima modella che divenne assistente di Man Ray e di fatto coautrice del portfolio "Electricité" del 1931.

All'epoca, come diceva la proprietaria della celeberrima libreria parigina "Shakespeare &Co"Sylvia Beach: "Essere fotografati da Man Ray o da Berenice Abbott significava essere qualcuno". Un intreccio di storie e percorsi artistici, che ci portano a rivisitare la figura di Man Ray, autore di immagini ormai entrate nell'immaginario collettivo.

"Abbiamo sempre lavorato su collettive o su autori contemporanei, questa mostra segna un percorso di crescita di Camera", ha concluso Guadagnini.