Torino, il candidato indipendente d'Orsi: "Le primarie hanno fatto il loro tempo"

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"Il risultato della kermesse pre-elettorale del Pd-Centrosinistra a Torino è una conferma che le 'primarie' hanno fatto il loro tempo". Lo afferma, parlando con l'Adnkronos, il candidato sindaco indipendente di Torino Angelo d'Orsi, già ordinario di Storia del pensiero politico all'Università di Torino e direttore di riviste specializzate come "Historia Magistra" e "Gramsciana".

"E' come se la cittadinanza -prosegue lo storico- avesse espulso questo corpo estraneo alla nostra tradizione politica importato improvvidamente dagli Usa, dove peraltro ha un altro significato nel contesto di un meccanismo elettorale complicatissimo e ben poco democratico". D'Orsi è sostenuto da tre liste inclusive, che rappresentano un 'cartello' di formazioni di sinistra: cioè "Sinistra in Comune" (formata da Rifondazione, Sinistra anticapitalista, Dema e Torino solidale), Partito Comunista Italiano e Potere al Popolo.

"L’esito del confronto è stato impietoso -sottolinea lo storico- poco più di 11 mila votanti (se ne attendevano tra 22 e 25 mila almeno), che hanno fatto prevalere, per soli 297 voti, il candidato più a destra di tutto lo schieramento, Stefano Lo Russo, personaggio che faceva già parte del 'Sistema Torino', contro cui il M5S -a parole- si era scagliato nella campagna elettorale del 2016, per poi accomodarvisi perfettamente, continuando le politiche fallimentari delle precedenti amministrazioni a guida Pd". (segue)

'Se ci si vuol collocare a sinistra, ormai non si può stare nel Pd'

"Mentre la sconfitta del candidato collocato più a sinistra, Francesco Tresso, sostenuto dai cespugli di Si, è a sua volta la conferma che, se ci si vuole collocare a sinistra, non si può stare nel Pd, né nei suoi dintorni -commenta il candidato sindaco indipendente- Quello è un campo inquinato, dove chi entra deperisce rapidamente e va alla catastrofe".

"Ma l’insegnamento più notevole che viene da questo flop si può sintetizzare nel classico: tanto rumore per nulla! E ci si chiede come mai la dirigenza del Centrosinistra non abbia capito che, discutere per mesi delle primarie, avrebbe allontanato gran parte della cittadinanza. In una realtà ormai drammatica sul piano sociale e ambientale, come quella di Torino, il Pd e i suoi sodali sono vissuti in una bolla del tutto separata dalla vita reale. E quando hanno bussato alla porta della società sono stati trattati come venditori molesti. La vittoria del candidato più 'a destra', il cui programma non è diverso da quello del competitor di destra -Da Milano- segna un ulteriore 'de profundis' per il Pd. Ma forse gli unici a non accorgersene saranno loro, i dirigenti piddini".

A Torino quindi "la Sinistra, oggi scomparsa dai radar del cosiddetto Centrosinistra, può essere rappresentata soltanto dalla coalizione di forze ('Sinistra in Comune', con Rifondazione, Sinistra anticapitalista e Dema, Torino Solidale, più associate le liste di Potere al popolo e Partito Comunista Italiano), che porta il sottoscritto come candidato sindaco".

(di Rossella Guadagnini)

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